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Acqua dalle Piramidi alla Stazione Spaziale Internazionale

Infini.to, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e SMAT, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, propone un ciclo di conferenze dal titolo “Universo Acqua”.

Giovedì 19 aprile alle 17:30, il secondo appuntamento dal titolo “Acqua dalle Piramidi alla Stazione Spaziale Internazionale”.

Paolo Romano – Presidente SMAT S.p.A: ” La presenza della risorsa idrica veicolata dai fiumi ha consentito lo sviluppo di grandi civiltà: il Nilo e la civiltà egizia ne sono un esempio. Dopo 3000 anni e la crescita della popolazione mondiale da 115 milioni agli attuali 7,5 miliardi di persone si sta aprendo una nuova era che porterà l’uomo e la civiltà terrestre a esplorare nuovi mondi nella galassia che ci circonda. L’acqua sarà sempre la risorsa che guiderà lo sviluppo della nuova espansione e per questo il Centro Ricerche della SMAT ha già in corso interventi e soluzioni per garantire la vita ad iniziare dal pianeta Marte. Dal 2008 il Centro produce l’acqua utilizzata nella Stazione Spaziale Internazionale e fino ad oggi ha inviato un totale di 23.000 litri che rispondono ai requisiti prescritti dalla NASA, dall’ESA e dall’Ente Spaziale Russo. In questi anni SMAT sta collaborando a nuovi studi per produrre acqua adatta alle missioni cosiddette “a lungo raggio e di lunga durata”, verso le future basi lunari o altri pianeti tra i quali prioritario è Marte. Ma non solo: oltre a realizzare “l’acqua di volo’” SMAT sta lavorando per migliorare la qualità della futura permanenza dell’uomo nello spazio, partecipando a due progetti di supporto alla vita umana.

Enrico Ferraris Egittologo curatore del Museo Egizio: “La civiltà egizia ha prosperato per millenni grazie alle acque del Nilo, che collega tutto il paese sostenendo un fitto sistema di trasporto fluviale e la rete di canali per la coltivazione, e al prezioso fenomeno della sua piena, che una volta all’anno ricopriva e rigenerava il terreno dei campi. Il significato universale dell’acqua come fonte di vita si sposta così dall’ordine naturale a quello tecnico e, infine, a quello del mito che prova a sublimare i primi due. All’origine di ogni cosa è, infatti, il Nun, un oceano di tenebra e di caos dal quale il dio Ra si solleva per dar vita al Creato, una piccola goccia di luce in quella infinita distesa di oscurità. All’interno di quella scintilla, la materia caotica del Nun si organizza in tutte le forme del Creato, che si differenziano stabilendo, al contempo, quelle reciproche connessioni che danno vita al mondo ordinato che conosciamo. La creazione di Ra ha tuttavia un carattere provvisorio poiché il Nun, che la circonda, tenta di riassorbirla in sé, consumandola incessantemente; per questa ragione tutto ciò che fa parte del Creato, come la Natura, gli uomini e persino gli dei, è soggetto ad una inevitabile caducità, invecchiando ed indebolendosi nel tempo. Affinché il mondo non cessi di esistere, disfacendosi nuovamente nelle acque del Nun, occorre pertanto bilanciare il suo naturale decadimento con una rigenerazione continua; da questa idea scaturiscono le più alte architetture del pensiero egizio che modellano l’osservazione del cielo e dei suoi astri, la scansione del tempo e la promessa di immortalità che la natura, nel suo ciclico rinnovarsi, promette allo spirito umano”.

Moderatore della conferenza sarà Silvio Aime – Ordinario di Chimica generale e inorganica, Università di Torino

Intermezzi musicali sul tema dell’acqua a cura di Alberto Rizzuti – Università degli studi di Torino.

I prossimi appuntamenti sono in programma: il 10 maggio “Acqua e vita” e il 24 maggio “Acqua nello Spazio”.

L’iniziativa è organizzata nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte. Gli eventi sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Non si effettuano prenotazioni. Sarà possibile accedere alla sala dalle ore 17.

Gli incontri si svolgono presso l’Auditorium Antonio Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria – Piazza Carlo Alberto 5/A – Torino.

 

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