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Nuovo ospedale unico: sindaci contro la Regione

Duro comunicato di Gaveglio (Carmagnola), Nicco (Villastellone), Mollo (Poirino) e Demichelis (Piobesi T.se) che contestano l’Assessorato alla Sanità per l’approvazione, nei giorni scorsi, del progetto di fattibilità del nuovo ospedale unico dell’Asl TO5.
Solo una manovra pre-elettorale, non ci sono le tempistiche né le condizioni tecniche. Ne riparleremo con la nuova Maggioranza, a maggio“.
E lanciano un appello: “Bisogna ripensare sia al sito in cui costruire l’ospedale unico, sia scongiurare la desertificazione dei servizi sanitari nella zona del carmagnolese

ospedale unico Asl TO5 firma accordo Moncalieri Saitta Chiamparino
Chiamparino (al centro) con l’assessore regionale Saitta (a sinistra) e il sindaco di Moncalieri Montagna (a destra) il giorno della firma dell’accordo per l’ospedale unico dell’Asl TO5

Quattro sindaci del territorio –Ivana Gaveglio di Carmagnola, Davide Nicco di Villastellone, Angelita Mollo di Poirino e Fiorenzo Demichelis di Piobesi Torinese– attaccano l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, che nei giorni scorsi aveva dato nuovo impulso alla creazione del nuovo ospedale unico dell’Asl TO5.

Al centro della discordia, sempre la scelta regionale di individuare come luogo in cui sorgerà la nuova struttura un’area denominata Cenasco, tra Moncalieri e Trofarello.
Baricentrica e ottimale“, secondo la Regione. “Scomoda per gli utenti, su terreno vergine e a rischio alluvione” per i Comuni contrari.
Sulla vicenda, inoltre, è pendente un ricorso al Tar, che attende ancora di essere discusso.

Nonostante questo, pochi giorni fa l’assessore Antonio Saitta aveva prima annunciato l’aumento del finanziamento per l’opera (14 milioni di euro in più, per un totale di oltre 60) e quindi la Giunta Chiamparino aveva approvato il progetto di fattibilità dell’opera.
Un nosocomio da 450 posti letto, con strutture moderne e tecnologie avanzate, stando a questa prima bozza approvata.

La reazione dei sindaci contrari all’area di Cenasco, Carmagnola in testa, non si è fatta attendere: “Abbiamo appreso con stupore dell’approvazione da parte della Giunta Regionale del progetto di fattibilità del nuovo ospedale unico dell’Asl TO5 nell’area verde esondabile Cenasco di Moncalieri -si legge in un comunicato stampa congiunto appena diffuso dai quattro sindaci– L’approvazione avviene dopo tre anni di inattività da parte della Regione e ad appena quattro mesi dalla scadenza dell’attuale consigliatura, con le nuove elezioni regionali in programma a maggio 2019“.

Solo una manovra pre-elettorale? Così pare, stando alla tesi dei sindaci secondo cui mancherebbero sia le tempistiche che i requisiti tecnici: “Bisogna ricordare che la procedura per arrivare al bando di gara prevede ancora la redazione e l’approvazione del progetto preliminare, del definitivo e dell’esecutivo ma soprattutto l’espletamento di una procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). Il tutto durerà verosimilmente non meno di due anni, e si concluderà con ogni probabilità con un esito negativo, visto che la Città Metropolitana (il cui parere è necessario per la Vas) pare intenzionata ad esprimere una posizione contraria alla localizzazione dell’ospedale in un sito verde esondabile, e che sul tema gli stessi funzionari regionali del settore Lavori pubblici hanno preannunciato il loro parere negativo, parere che sarà non solo obbligatorio, ma pure vincolante per poter procedere“.

Gaveglio e colleghi ricordano anche la presenza del ricorso al Tar“Il tribunale dovrà esprimersi sulla bontà della scelta della Region e, in analogo ricorso, ha già ricordato come la scelta sia di fatto attualmente inattuabile perché è necessaria una procedura di Vas che non è mai stata fatta“.

Ma lo scontro è ormai più politico che amministrativo: “E’ pertanto del tutto evidente che, per motivi di tempistica, non sarà l’attuale Maggioranza della Regione a scegliere dove l’ospedale unico sarà costruito, bensì la nuova Maggioranza che verrà eletta a maggio 2019, e che per motivi tecnici l’unico posto dove sicuramente l’ospedale non potrà essere costruito è proprio l’area verde esondabile di Cenasco -proseguono i sindaci- Da un punto di vista più politico, appare quanto meno bizzarro che, dopo l’annuncio del 2015, in cui la Regione prometteva che lo studio di fattibilità sarebbe stato fatto “entro al massimo 6 mesi”, la Regione lo approvi con oltre tre anni di ritardo a fine 2018, proprio a ridosso delle elezioni regionali. Una persona di medio buon senso, ma magari un pizzico maliziosa, potrebbe pensare che, resisi conto che il sito verde esondabile proposto non avrebbe ottenuto il via libera tecnico, in Regione abbiano stoppato la procedura per oltre tre anni, per riavviarla a ridosso delle elezioni, in modo da ricevere il diniego tecnico solo dopo la tornata elettorale, ed evitando quindi una brutta figura prima“.

“Pensieri maliziosi” a parte, i sindaci di Carmagnola, Villastellone, Poirino e Piobesi Torinese promettono che a maggio 2019 chiederanno alla nuova Maggioranza della Regione Piemonte “sia di ripensare sia al sito in cui costruire l’ospedale unico, sia di scongiurare la desertificazione dei servizi sanitari nella zona del carmagnolese“.

E’ impensabile che di tre ospedali dell’area Asl To5 -Carmagnola, Chieri e Moncalieri- se ne chiudano due, Carmagnola e Chieri, per favorire solo il terzo (Moncalieri), i cui abitanti sono peraltro già ben serviti dagli ospedali torinesi come le Molinette o la futura Casa della Salute. E’ necessario che, se ospedale unico deve essere, esso serva tutti i territori e non uno solo a discapito degli altri due. Piuttosto che una scelta del genere, meglio rimanere con tre ospedali“, si chiude il comunicato stampa firmato da Gaveglio, Nicco, Mollo e Demichelis.

Con un ultimo affondo “politico”: “Questo spiegheremo alla nuova Maggioranza Regionale, certi di essere ascoltati con maggiore attenzione e sicuri che sarà fatta una scelta di buon senso finalizzata al bene di tutta la popolazione, e non sulla base di accordi di partito, magari presi direttamente nelle segreterie: quel tempo ormai è finito“.

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