Una dozzina di Comuni rilancia il progetto di studio e riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale promosso dal Gruppo Imprese Chieresi, che potrebbe coinvolgere anche Carmagnola, Cambiano, Poirino, Santena e Villastellone.

Arriva dai Comuni del nord Astigiano e della collina Chierese un nuovo impulso al progetto di studio e riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale promosso dal Gruppo Imprese Chieresi, che potrebbe coinvolgere anche Carmagnola, Cambiano, Poirino, Santena e Villastellone.
Seguendo l’esempio positivo di Villanova d’Asti, che ha già stanziato i fondi necessari, anche Castelnuovo Don Bosco e una dozzina di altre amministrazioni hanno ripreso in mano il dossier, con l’obiettivo di raccogliere “dal basso” le reali esigenze di mobilità di cittadini, lavoratori, studenti e pendolari che si muovono per lavoro, studio e sanità, e costruire -a parità di risorse- un sistema più efficiente ed efficace.
Un percorso condiviso che mira ad aggiornare, rafforzare e rendere finalmente concreta la proposta di riorganizzazione del TPL, fondata su un’analisi scientifica dei flussi di mobilità e che potrebbe trovare nella Provincia di Asti un ulteriore interlocutore istituzionale dopo la Regione Piemonte.
«L’obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: capire come oggi si muovono davvero le persone -dichiara Dario Kafaie, presidente del GIC, l’associazione di imprese del territorio che per prima ha proposto lo studio- Se la mobilità non è comoda e funzionale, infatti, le persone non vengono a lavorare sul territorio, i giovani se ne vanno, le imprese fanno fatica a restare o a crescere. È un circolo vizioso che possiamo spezzare solo con una visione condivisa».
Il valore scientifico del progetto è affidato al coordinamento della professoressa Cristina Pronello, docente di Ingegneria dei Trasporti al Politecnico di Torino ed esperta internazionale di mobilità.
«Non si tratta di una spesa, ma di un investimento -spiega- Non si possono pianificare i trasporti “a naso”: senza dati si producono servizi vuoti e si sprecano risorse pubbliche. Per questo abbiamo previsto una prima fase di raccolta e l’analisi, per poi arrivare a una proposta concreta di riorganizzazione della rete del TPL. Il tutto è modulabile in base al numero di Comuni aderenti, anche se ovviamente più il perimetro è ampio, più il quadro che ne emergerà potrà essere efficace».
Sulla stella linea Roberto Peretti, sindaco di Villanova d’Asti, primo Ente ad approvare formalmente il progetto, stanziando la quota relativa al proprio Comune.
«Abbiamo aderito perché è fondamentale raccogliere informazioni che oggi nessuno possiede sulle necessità dei nostri cittadini e degli utenti del Trasporto Pubblico Locale -è il suo commento- Mi auguro che tutto il territorio riesca a muoversi in modo coeso, perché più siamo e più lo studio può essere accurato e preciso».
In attesa che ora qualcosa si sblocchi anche sul lato “torinese” dell’area interessata dal progetto, Kafaie ne sottolinea ancora l’importanza: «La competitività di un territorio non si improvvisa: si costruisce sulla base dei dati, della conoscenza e di una visione d’insieme».
Il Gruppo Imprese Chieresi ha inoltre ribadito la volontà di fare la propria parte, valutando anche la creazione di un fondo dedicato per sostenere una quota del progetto, sgravando soprattutto i piccoli Comuni, e di continuare a unire istituzioni e imprese attorno a una visione condivisa.
«Ringrazio i sindaci per lo spirito di collaborazione e per la capacità di fare rete: è da qui che passano la competitività, l’attrattività e la qualità della vita dei nostri territori -ha concluso il presidente del GIC- La mobilità, intesa come trasporti e infrastrutture, è un asset cruciale per il nostro tessuto economico e sociale, con particolare attenzione a imprese, giovani e famiglie. Un territorio che su temi strategici resta unito è un territorio che rivendica un ruolo e che costruisce il proprio futuro».















































