La sezione ANPI di Carmagnola ha ricordato la feroce esecuzione per rappresaglia di quattro giovani partigiani da parte dei nazisti invasori.

Come da tradizione, nei giorni scorsi, la sezione ANPI “Martiri della Libertà” di Carmagnola ha ricordato la feroce esecuzione per rappresaglia di quattro giovani partigiani da parte dei nazisti invasori.
«È sempre necessario non dimenticare e trasmettere la memoria di questi giovani che, come moltissimi altri, sacrificarono la loro vita per contribuire a riconquistare la Libertà e la Democrazia, dopo la tragica e devastante esperienza della seconda guerra mondiale in cui il regime fascista aveva trascinato il nostro Paese», ha dichiarato il presidente della sezione, Federico Cano, durante il suo discorso.

Questi i quattro giovani partigiani che vennero uccisi dai nazisti:
- Giovanni Ainardi, detto Giovannino, che durante una breve licenza venne catturato da forze del Comando tedesco di Bussoleno il 19 gennaio 1945 su segnalazione di una spia, tradotto a Torino e successivamente a Carmagnola per essere fucilato.
- Paolo Bozzetti detto Tuffo, nato a Cumiana, residente a Cremona, di professione artigiano, e Aldo Codazzi, cremonese di professione ferroviere. Entrambi, con numerosi altri cremonesi andarono in Valle Susa durante la lotta partigiana nella 17a Brigata Garibaldi – III Divisione. Il 10 gennaio del 1944, nella valle coperta da due metri di neve, 15 mila nazifascisti sferrarono un grande rastrellamento, da cui i partigiani cercarono di salvarsi scendendo verso Torino.
- Infine Carlo Rusconi, torinese, era il Comandante di Distaccamento della III Brigata Albertazzi.

La Sezione ANPI di Carmagnola continua il lavoro di ricerca della memoria della Resistenza con la raccolta di storie, testimonianze e documenti e, in vista del prossimo 25 aprile, 81esimo anniversario della Liberazione del Paese dal nazifascismo, creando la pubblicazione di un testo di memorie familiari per contribuire a far conoscere e ricordare la figura di un cittadino carmagnolese, impegnato prima nella Resistenza carmagnolese e poi nello sviluppo della vita civile e democratica di Carmagnola.
«Riteniamo che sia importante e doveroso ricercare e ampliare la documentazione della memoria della lotta di liberazione che, sempre più con il passare degli anni, deve essere conservata, valorizzata e trasmessa come monito alle nuove generazioni. -spiegano dalla sezione ANPI- Vogliamo coinvolgere anche le scuole per mappare e riscoprire le vie cittadine che ricordano militari, partigiani e civili caduti durante la guerra e la Resistenza, dove spesso le targhe esistenti non indicano degnamente il ricordo del loro sacrificio».
L’ANPI di Carmagnola continua infine la lotta al degrado di alcune lapidi e cippi, chiedendo agli Enti competenti di ripristinarne il decoro.










































