Gli studenti dell’istituto Norberto Bobbio di Carignano hanno deciso di scioperare, unendosi in assemblea e incontrandosi poi con la preside.

Ieri mattina gli studenti dell’istituto Norberto Bobbio di Carignano hanno deciso di mobilitarsi, organizzando uno sciopero, sull’esempio di altre scuole torinesi. La manifestazione è stata organizzata dai rappresentanti di classe.
I partecipanti, all’inizio disorganizzati, si sono stanziati nel cortile e non hanno bloccato gli accessi all’istituto né al personale scolastico né agli altri studenti intenzionati ad entrare. Le motivazioni di protesta, riportate formalmente alla dirigente scolastica, Claudia Torta, dalla rappresentante degli studenti, Martina Marcello, sono le seguenti.
«Una struttura non adeguata: in alcune classi sono presenti tubi scoperti, macchie di muffa e finestre anguste da cui non è possibile arieggiare gli ambienti; bagni senza porte, con serrature rotte, privi di sapone o carta igienica. Un altro motivo di protesta è legato alla trasparenza della distribuzione dei fondi scolastici per le diverse attività: si è arrivati a non poter sostenere neppure le spese degli ingredienti e degli strumenti per gli studenti dell’alberghiero, impedendo di fatto lo svolgimento dei laboratori previsti dal piano di studi».
«Protestiamo anche per i nuovi decreti ministeriali – ha proseguito Martina Marcello – che tendono all’esclusione degli “stranieri”, facendo riferimento al tetto massimo del 30% di studenti “stranieri” che dovrebbero essere ammessi nelle nuove classi prime, e alla legge riguardo al divieto di burqa e niqab, ma anche per la regolarità dell’assegnazione dei compiti in classe e la gestione delle verifiche scritte e orali».
I rappresentanti degli studenti hanno inoltre riferito che la manifestazione di ieri non è stata priva di ostacoli: intervalli saltati per chi era in classe, blocco delle entrate e delle uscite da parte del personale scolastico, il dialogo con la dirigente, che «non è stato realmente accolto».
Nel corso della mattinata di protesta, gli studenti si sono riuniti in assemblea e, a metà mattinata, due rappresentanti degli studenti coinvolti nella manifestazione hanno raggiunto la dirigente scolastica nel suo ufficio, per spiegarle le motivazioni della loro iniziativa e per concordare ulteriori modalità di incontro e dialogo.
«Noi studenti del Bobbio siamo coesi, vogliamo manifestare pacificamente, facendo arrivare a che ci guarda e ascolta che tutti insieme possiamo farci sentire, che tramite l’organizzazione di strategie possiamo ottenere l’attenzione che l’istruzione merita e che dovremmo finanziare le scuole, non le guerre» così ha concluso la rappresentante degli studenti.













































