Bollette TARI: verifiche incrociate per le aziende carmagnolesi

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Al via una serie di controlli incrociati sui dati della tariffa rifiuti dichiarati dalle utenze non domestiche carmagnolesi, con convocazione delle aziende in municipio per verificare le anomalie riscontrate.

Nelle scorse settimane, il Comune ha affidato a un’azienda specializzata -la Areariscossioni di Mondovì- il compito di verificare la congruenza tra quanto presente al catasto immobiliare e i dati denunciati dai contribuenti stessi in sede d’iscrizione alla Tari (gestiti sino ad ora dal Consorzio Chierese Servizi), incrociando il tutto anche con quanto risulta in Camera di Commercio.

«Su un totale di circa 1240 aziende con sede in Carmagnola, ammontano a più di 500 gli «inviti» inviati -spiega l’assessore all’igiene urbana, Massimiliano Pampaloni- Abbiamo scelto la formula della convocazione con tutte le aziende, anziché inviare direttamente le sanzioni, per dare la possibilità a tutti di esporre qualsiasi tipo di motivazione in maniera diretta e chiara al fine di evitare malintesi e malumori».

L’obiettivo è infatti quello di aggiornare la banca dati della Tari e regolarizzare più posizioni possibili, privilegiando il dialogo e il confronto prima di intraprendere azioni di accertamento e recupero.

«Questo tipo di intervento non era mai stato eseguito prima d’ora sulla banca dati comunale -prosegue Pampaloni- Oggi il nostro Ente si trova ad affrontare un problema di evasione/elusione che nasce dal passato e, in primis, da una gestione della Tariffa di Igiene Ambientale che dal 2005 è passata al Consorzio Chierese per i Servizi e sulla quale fino al 2013 non sono stati fatti controlli di nessun genere».

Dal 2014, il Comune di Carmagnola è nuovamente responsabile in via diretta del tributo. Circa il 40% di convocazioni è un dato elevato. Non si rischia una sollevazione “popolare” delle imprese contro questa procedura?

Assessore Massimiliano Pampaloni

«Capisco che «il Comune ha sempre torto quando chiede soldi» ma, dopo tanti anni di assenza di controlli, avevamo il dovere di intervenire. Negli anni, e fino al 2016, le superfici venivano dichiarate tramite una semplice autocertificazione: questo ha generato qualche imprecisione, magari per distrazione oppure per sopraggiunte variazioni non comunicate o variazioni regolamentari. È anche vero che solo da poco tempo il Catasto ha aggiornato gran parte degli immobili, integrando i dati a disposizione».

Finita questa fase con le utenze non domestiche, sarà la volta anche delle utenze domestiche, ovvero delle case di civile abitazione e simili.

«Anche qui confronteremo i dati registrati al catasto immobiliare con quelli della Tari, regolarizzando tutte le singole posizioni -promette Pampaloni- Per chi non è in regola, suggerisco di recarsi all’ecosportello per l’iscrizione, perché non esiste la minima possibilità di sfuggire al controllo e poi si dovrà pagare anche la sanzione».

L’operazione farà emergere tutti i disallineamenti tra la situazione di fatto e il dato catastale, consentendo ai proprietari di richiedere a carico loro una correzione dei dati, con effetti positivi in caso di alienazione oppure trasferimento dell’immobile per successione nell’asse ereditario, altrimenti fonte di potenziali problemi.

«Al termine di questa lunga e laboriosa operazione, saremo in grado di rendere la tassa rifiuti più giusta ed equa e anche meno cara, perché pagando tutti, il costo al metro quadro scenderà -conclude l’assessore- Inoltre verrà abbattuta anche la parte del recupero crediti, abbassando il costo totale del servizio. Nei Comuni in cui queste operazioni sono già state portate a compimento, infatti, le bollette hanno avuto una più che sensibile diminuzione: noi abbiamo l’obbligo contabile, ma anche morale, di abbassare il costo della Tari carmagnolese, migliorando contestualmente il servizio e la pulizia, come abbiamo già iniziato a fare».