Il Carmagnolese ha intervistato la dottoressa Boggiatto, fondatrice dell’associazione Nives, che ha l’obiettivo di sostenere la salute dei più piccoli.

Nei giorni scorsi si è svolto all’oratorio di Castagnole Piemonte lo spettacolo dei bambini e dei ragazzi della Piccola Scholetta Cantorum, che hanno regalato momenti di pura emozione: la serata è stata l’occasione per raccogliere fondi per l’associazione Nives e ascoltare le parole dei fondatori, un momento toccante e profondo durante il quale mamma Silvia e papà Lino hanno condiviso la loro storia.
Una storia di dolore profondo che hanno scelto, insieme, di non lasciare invano, trasformandola in luce e vita attraverso la nascita dell’Associazione Nives.
Il Carmagnolese intervistato la dottoressa Silvia Boggiatto, fondatrice dell’associazione.
Come e quando è nata l’idea di fondare questa associazione?
L’associazione nasce nelle ore successive alla comunicazione della scomparsa di Nives, con il desiderio di supportarsi l’un l’altro e quello di dare un senso alla nostra vita e a quella di nostra figlia. Abbiamo scelto di prendere tutto l’amore che abbiamo per Nives e di farlo andare nel mondo.
Qual è la missione principale dell’organizzazione e quale bisogno del territorio vorrebbe colmare? In che modo si augura di dare il suo contributo?
Lo scopo è quello di finanziare visite mediche ed esami urgenti e salvavita attraverso l’erogazione in merito a progetti specifici, in collaborazione con le strutture ospedaliere pediatriche, sopperendo alla necessità di attendere troppo tempo per una prenotazione nella sanità pubblica o dove questa non sia contemplata. Ci auguriamo di raccogliere i fondi necessari per onorare il mandato e diventare un riferimento di aiuto per il territorio.
Qual è stata la difficoltà più grande che ha affrontato all’inizio del percorso?
La difficoltà più grande, ad oggi, è stata quella di affrontare un pubblico a cui raccontare l’accaduto, rivivendo, inevitabilmente, la tragedia ogni volta.
Quali sono i prossimi grandi obiettivi o progetti che l’associazione spera di realizzare?
Il nostro sogno è quello di riuscire, in un futuro, a finanziare voli sanitari di rianimazione pediatrica. Nel frattempo vorremmo avere la possibilità di finanziare tanti progetti che diano la possibilità di salvare la vita di molti bambini che vivono situazioni di emergenza sanitaria, com’è stato per nostra figlia. Al momento stiamo organizzando eventi con lo scopo di raccogliere fondi e partecipando come ospiti a quelli già organizzati, ma a breve, con l’iscrizione come ETS, ci sarà la possibilità di poter contare anche su sovvenzionamenti e sui versamenti del 5×1000.
Per informazioni aggiuntive o donazioni è possibile visitare il sito dell’associazione.














































