Ultimi lavori in corso per il nuovo edificio a fianco dell’ospedale San Lorenzo di Carmagnola, inizialmente destinato alla terapia intensiva e ora in progetto di ospitare una Dialisi: l’Asl TO5 sta verificando la fattibilità del progetto, a partire dal reperimento degli infermieri necessari.

Procedono verso la conclusione i lavori nel nuovo edificio realizzato accanto all’ospedale San Lorenzo di Carmagnola, destinato -almeno nelle intenzioni della Direzione generale dell’Asl TO5– ad accogliere il servizio di Dialisi.
Nelle settimane a venire sono in programma gli interventi finali, sia all’interno sia nelle aree esterne della struttura, che dovrebbero essere ultimati entro i prossimi mesi.
Il progetto, annunciato lo scorso anno dal direttore generale Bruno Osella, prevede di utilizzare il nuovo fabbricato -inizialmente pensato in epoca Covid per ospitare fino a otto postazioni di terapia intensiva- per rispondere a una necessità oggi ritenuta più urgente per il territorio: avvicinare il servizio di Dialisi ai pazienti carmagnolesi, che attualmente devono recarsi a Chieri o a Nichelino, mediamente tre volte alla settimana.
Parallelamente alla conclusione del cantiere, l’Asl TO5 è al lavoro per verificare nel dettaglio la fattibilità organizzativa del progetto, valutando aspetti tecnici, strutturali e soprattutto legati al personale.
«Stiamo cercando soprattutto infermieri», dichiara a “Il Carmagnolese” il direttore generale Osella, confermando che la disponibilità di professionisti sarà un elemento decisivo per rendere operativo il nuovo servizio.
I medici di Nefrologia sarebbero infatti già presenti all’interno dell’Azienda sanitaria, ma l’attivazione della Dialisi richiede un numero adeguato di infermieri specializzati, al momento mancanti nell’organico.
Se il percorso andrà a buon fine, come auspicato, il San Lorenzo potrebbe dunque dotarsi di un servizio considerato strategico per il territorio, riducendo gli spostamenti -spesso gravosi- per molti pazienti, in gran parte anziani.
Resta inoltre confermata la possibilità, in caso di necessità straordinarie, di riconvertire gli spazi a funzioni di Rianimazione, come inizialmente previsto.











































