Il Comune di Carmagnola ha approvato le linee di indirizzo per la gestione dell’emergenza abitativa, un fenomeno purtroppo in crescita sul territorio.

Il Comune di Carmagnola ha approvato le Linee di indirizzo per la gestione dell’emergenza abitativa, uno strumento operativo pensato per affrontare situazioni di grave disagio sociale legate alla mancanza improvvisa di un alloggio.
Il provvedimento nasce dalla necessità di rispondere in modo trasparente, equo e omogeneo al crescente numero di richieste di sistemazione abitativa d’urgenza, a fronte di risorse limitate.
L’atto si colloca nell’ambito della legge regionale del 2010, introducendo criteri di flessibilità orientati al superamento di situazioni temporanee di emergenza e al recupero dell’autonomia abitativa dei nuclei coinvolti. Gli interventi previsti hanno carattere temporaneo, residuale e integrativo rispetto agli strumenti ordinari di politica abitativa.
Le linee di indirizzo disciplinano la concessione dell’ospitalità temporanea a nuclei familiari in emergenza abitativa e a persone senza fissa dimora, sia negli alloggi di edilizia residenziale pubblica riservati, sia nelle strutture comunali destinate a questo scopo.
Tra le situazioni considerate di emergenza rientrano, tra le altre, gli sfratti e le procedure esecutive immobiliari, gli sgomberi, gli eventi calamitosi che rendono inutilizzabile un’abitazione, le condizioni di non idoneità sanitaria dell’alloggio, la condizione di profughi o rifugiati, la permanenza prolungata in strutture di accoglienza, la scadenza di sistemazioni provvisorie e i casi di donne vittime di violenza costrette ad abbandonare la propria casa.
L’accesso all’emergenza abitativa avviene tramite un’istanza da presentare al Protocollo comunale, previo colloquio con i Servizi sociali, corredata dalla documentazione necessaria, tra cui attestazione ISEE e certificazioni relative alla condizione di emergenza.
Le domande ammissibili vengono valutate e ordinate secondo criteri di priorità che tengono conto, ad esempio, della presenza di minori o anziani, di disabilità nel nucleo, dell’imminenza dello sfratto, della permanenza in strutture di accoglienza e della situazione economica.
L’ospitalità temporanea è concessa con apposita determina per una durata massima di otto mesi, rinnovabile una sola volta, qualora permanga la situazione di emergenza e venga dimostrata la ricerca attiva di una soluzione abitativa alternativa.
Una volta individuati i beneficiari, è prevista la sottoscrizione del contratto di ospitalità e l’accettazione delle regole stabilite. La decadenza dal beneficio è prevista in diversi casi, tra cui il venir meno dei requisiti, il mancato rispetto del contratto o il rifiuto di un alloggio di edilizia sociale adeguato.
Le strutture individuate dal Comune prevedono camere ad uso esclusivo, con spazi comuni condivisi, oppure, in alternativa, alloggi di edilizia sociale, con corresponsione di un canone calcolato in base all’ISEE.
È inoltre prevista una contribuzione alle spese da parte degli ospiti, comprensiva di una cauzione iniziale e di quote mensili, con importi differenziati in base alla durata dell’ospitalità.











































