Fragili Rami, il nuovo romanzo di Daniela Boarino e Piera Sellaro

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“Fragili Rami” è il romanzo scritto a quattro mani da Daniela Boarino e dalla carmagnolese Piera Sellaro. Le due amiche, entrambe professoresse, raccontano l’opera.

Nasce da un’interessante esperienza di scrittura a “quattro mani” il romanzo “Fragili rami” pubblicato in questo inizio d’anno da Pathos Edizioni. Le autrici sono Daniela Boarino e la carmagnolese Piera Sellaro, entrambe insegnanti, dapprima colleghe poi amiche, che hanno voluto unire in questo romanzo la loro lunga esperienza a contatto con gli allievi, le loro famiglie e le complesse dinamiche che spesso le regolano.

«Il progetto di “Fragili Rami” nasce molti anni fa” -esordiscono le autriciÈ stata un’idea che abbiamo coltivato a lungo e che, con il tempo, ha trovato la sua maturità e modalità di espressione. Abbiamo voluto parlare della famiglia, delle sue difficoltà delle sfide che nel mondo contemporaneo si trova ad affrontare. Sono stati tantissimi i casi cui abbiamo assistito in prima persona e che ci hanno permesso di scrivere una storia che può rispecchiare tante storie e permettere a molti di trovare una parte di sé».

Fragili rami copertina sola
La copertina del libro “Fragili Rami”

«Nel nostro libro, Armando avvocato, marito e padre apparentemente realizzato,  ha in realtà una doppia vita e ne vive tutte le difficoltà e tensioni emotive. La storia si svolge a partire dagli anni Sessanta fino ad oggi abbracciando tre generazioni che vedono protagonisti il nonno, il padre di Armando e lui stesso, voce narrante, segnato da un rapporto difficile con il padre e da una crisi familiare che lo obbliga a rimettere in discussione ogni certezza: la moglie gli confessa un tradimento che rompe l’equilibrio familiare e costringe l’uomo a ricordare che anche lui ha avuto una storia con la giovane segretaria dello studio, che gli ha appena annunciato la sua gravidanza».

Perché per questa storia avete scelto un protagonista maschile?

È Piera a rispondere per prima: «Abbiamo scelto un protagonista maschile perché ci piaceva parlare di un maschio in un momento particolare i cui la figura maschile viene criminalizzata. Ci interessava spiegare che gli uomini normali, e secondo noi sono fortunatamente la maggioranza, sanno affrontare in modo dignitoso e civile le relazioni per quanto tempestose e conflittuali esse siano. Riescono a gestirle senza dover ricorrere alla violenza, che è indice di una persona con problemi psicologici seri che debbono essere curati. Quindi volevamo andare un po’ contro corrente sottolineando che la violenza non è ascrivibile ad un solo genere ma può presentarsi sotto forme diverse».

«Il nostro protagonista non sa cosa scegliere, non sa decidere nei confronti della propria vita. È sopraffatto dagli eventi ma non per questo non ha sentimenti. Difronte alla maternità dell’amante è impaurito ma partecipe. In genere quando si parla di maternità l’attenzione è incentrata nei confronti della donna e non ci si sofferma moltissimo sull’uomo mentre nel nostro romanzo si cerca di analizzare la visione di un uomo che sta per diventar padre al difuori della famiglia canonica e si pone molte domande su come saprà affrontarlo chiedendosi se rifarà gli stessi errori che da piccolo ha visto fare a suo padre», commenta Daniela.

presentazione Fragili Rami
Serata di presentazione del libro “Fragli rami” a Torino

Perché la scelta di ambientare questo romanzo a Lodi?

«Lodi rappresenta il paradigma della grande provincia italiana -spiega Danielarappresenta appieno anche le città della nostra provincia con centri non particolarmente grandi, dove la gente si conosce ancora, dove non vi sono grande problemi economici ma spesso covano disagi psicologici».

«Talvolta la gente dei grandi paesi è un po’ morbosa -continua Piera– Avremmo potuto ambientarlo a Carmagnola, cittadina molto più vicina a noi, ma non volevamo correre il rischio che qualcuno potesse pensare di vedere tra i concittadini i personaggi del romanzo., identificandoli magari con qualche famiglia in particolare. Questo sarebbe potuto avvenire molto facilmente poiché nel romanzo si trovano tantissimi spunti. Infatti la dottoressa Baiocchi, psicoterapeuta che ne ha scritto la prefazione, ha definito ogni sua pagina un confessionale dove ogni personaggio tira fuori i propri sentimenti e le emozioni più profonde».

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Avete in programma di presentare il vostro libro al pubblico?

Certamente –introduce Daniela– Il libro è già stato presentato a dicembre presso l’Associazione Culturale Soul’s House di Torino nell’ambito dell’evento Letture di Natale- 101° Convivio in cui il nostro lavoro è stato esposto dall’avvocato Massimo Carlo Capirossi, presidente vicario dell’associazione a cui dobbiamo anche la postfazione del volume. Cogliamo l’occasione per ringraziarlo di questo ricordando con gratitudine anche la dottoressa Antonella Baiocchi nota psicologa e psicoterapeuta per la sua prefazione al libro. Prossimamente vi saranno presentazioni presso la biblioteca civica di Refrancore (Asti) e la Biblioteca regionale di Aosta dove la presentazione sarà tenuta da Joseph Rivolin, storico valdostano, collaboratore di Alessandro Barbero».

«Saremo ospitate dal Centro Pannunzio, importante realtà culturale di Torino, poi dalla biblioteca civica di Moncalieri seguita da quella di Cuneo e di Carmagnola. È un calendario molto fitto di cui ringraziamo di cuore le associazioni che ci hanno invitato», conclude Piera.

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Quest’opera, “Fragili Rami”, non rappresenta l’esordio per le due autrici. La carmagnolese Piera Sellaro, che dopo anni di insegnamento, oggi dedica il suo tempo alla scrittura, è autrice di Bambine in quarta fila (2007) e di Era così e basta, dal sole di Tripoli alla nebbia di Torino (2011) romanzi in cui i destini dei protagonisti si intrecciano con le grandi vicende della Storia.

Daniela Boarino è invece alla sua opera prima come romanzo ma ha scritto molti racconti brevi tra cui Gli dirò inserito all’interno dell’antologia di Racconti di donne straniere in Italia – Lingua Madre (2010), e Quarto piano, premiato al VII Concorso Donne in opera  promosso dalla Consulta regionale per le pari opportunità della Valle d’Aosta, con il patrocinio del Ministero per le Pari Opportunità. Il racconto è stato tradotto anche in francese.

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