Il 13 dicembre inaugura alla Biblioteca Civica di Cambiano la mostra di Giacomo Sampieri, noto per la sua pittura figurativa e ritrattistica, per la rassegna “La lunga stagione dell’arte cambianese”

Il 13 dicembre ci sarà l’inaugurazione della nuova mostra “La lunga stagione dell’arte cambianese”, un progetto espositivo dedicato agli artisti del territorio ospitato nella Biblioteca Civica “Fratelli Jacomuzzi” di Cambiano: a esporre le proprie opere sarà l’artista Giacomo Sampieri, che vive e porta avanti la sua attività artistica tra Settimo Torinese e Rueglio, nel cuore della Valchiusella. Dopo il diploma al Primo Liceo Artistico di Torino, prosegue la sua formazione all’Accademia Albertina di Belle Arti.
Dal 1986 espone regolarmente in Italia e all’estero, partecipando a numerose collettive e inaugurando, negli anni, diverse mostre personali. Dal 1998 è presente alle rassegne del Piemonte Artistico Culturale, associazione di cui dal 2022 ricopre la carica di vicepresidente. Finalista in vari concorsi, nel 2008 ottiene il Premio di Pittura Arte Mondadori (della sezione Accademia) con il ritratto Mrs. Giant. Nel 2024 un suo lavoro, il ritratto del pittore Bruno Molinaro, viene selezionato per la fase conclusiva del prestigioso British Portrait Award – Herbert Smith Freehills.
La sua ricerca pittorica ruota attorno alla figura umana, con particolare attenzione al genere del ritratto. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, sia italiane che internazionali.
Numerosi critici e autori hanno scritto del suo lavoro, tra cui: Allegretti, Auneddu, Beluffi, Bovio, Bergamino, Cordero, Willy Darko, Di Cataldo, Di Marzio, Di Mauro, Lodetti, Mantovani, Mariotti, Micheletto, Mistrangelo, Oberti, Pasolino, Preverino, Rabbione, Rossetto, Siviero, Soricaro.
“Quella di Giacomo Sampieri è una pittura figurativa, istantanea, ed implica un tempo che si concentra sulla dimensione del momento attuale, privo di passato e di futuro. Un presente, che per esistere deve essere in continuo movimento, sfuggire, non farsi catturare. I suoi ritratti riscattano la quotidianità più scontata esprimendo il senso di una forte espressione umana: raccontano e contemporaneamente sono documento di una ricerca in cui l’arte non è solo installazioni, fotografie elaborate, materiali di recupero, ma anche e ancora segno, colore, comunicazione di una verità forse mai rivelata”, scrive Angelo Mistrangelo (nel catalogo della personale “BALON”).
La mostra è visitabile fino al 10 gennaio, negli orari di apertura della biblioteca.













































