Giovanni Bonavia presenta a Racconigi “L’Italia che non c’era”, romanzo su Santorre di Santarosa

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Lo scrittore Giovanni Bonavia presenterà a Racconigi il romanzo “L’Italia che non c’era” sulla vita di Santorre di Santarosa. Appuntamento alle ore 21 nella sala Soms. 

A Racconigi si narra la storia di Santorre di Santarosa

Venerdì 27 febbraio, alle ore 21, l’autore Giovanni Bonavia presenterà, nella sala Soms di Racconigi, il suo romanzo dal titolo “L’Italia che non c’era” sulla vita di Santorre di Santarosa

Lo scrittore dialogherà con la professoressa Luisa Perlo e sarà presente alla serata anche l’attore Federico Scarpino.

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“Desidero fare i miei più sinceri complimenti a Giovanni Bonavia per un’opera di grande profondità, capace di restituire voce e umanità a una figura fondamentale del nostro Risorgimento come Santorre di Santarosa. Non parliamo soltanto di un eroe nazionale, ma di un autentico eroe europeo, portatore di ideali di libertà, responsabilità e coraggio civile, che restano straordinariamente attuali e che dovrebbero essere riportati con forza nel nostro presente –commenta il consigliere con delega alla cultura Andrea Capello- Iniziative come questa arricchiscono la vita culturale di Racconigi e offrono alla comunità occasioni preziose per riflettere sui valori della libertà e dell’impegno personale”.

Questa la trama del libro: “Santorre di Santarosa non nasce eroe. Lo diventa lungo un percorso che da malcerto ed impreciso si fa sempre più sicuro, sempre più determinato e senza ritorno. Figlio dell’aristocrazia sabauda recente ed agreste, Santorre subisce una lunga serie di implacabili tradimenti, tradimenti casuali inflittigli dalla vita e, soprattutto, tradimenti intenzionali inflittigli da altri uomini. Tradimenti che in qualche modo si sono perpetrati anche dopo la sua morte sullo scoglio greco di Sfacteria. Il suo è prima di tutto l’eroismo della interiorità, della solitudine, della profezia d’Italia. La sua Rivoluzione Piemontese più che un atto bellico è un candido sogno impossibile. La religione della libertà lo spinge all’estremo sacrificio.

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