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Villastellone e Carignano: l’impegno di molti per creare mascherine

A Villastellone e Carignano si sono mobilitati in tanti per creare le mascherine necessarie, innanzitutto, ai tanti operatori in prima linea contro il Coronavirus Covid-19.

Il vice sindaco di Villastellone e Maria Bancone alla consegna delle mascherine

E’ normale che in un momento di un’emergenza improvvisa e imprevedibile, il problema sia la reperibilità di quello che serve: si mette a nevicare all’improvviso, chi cambia le gomme è saturo e le finisce a breve, ma poi si organizza per essere rifornito.
Perché invece le mascherine non ci sono? Cosa c’è di così difficile? Perché sono settimane che non arrivano, perché chi se ne deve occupare rimbalza le cose tra i vari Enti? Potrebbero volerci materiali che sulla terra non si trovano? Forse? Mah!

Tutto parte da un appello della Croce Verde di Villastellone dell’11 marzo che lancia un appello su Facebook perché cominciano a scarseggiare i Dispositivi di Protezione Individuale,  fondamentali per poter svolgere i servizi in sicurezza: tute, guanti ma soprattutto mascherine, introvabili!

Dagli organi governativi provengono informazioni grottesche: “…non si può perché… i materiali difficilissimi… il reperimento… solo pochi intimi sanno… le certificazioni importanti per… ci sono cose che voi umani… le categorie che nessuno conosce… arriveranno quelle specialissime super protettive!!!!”.
Ci si aspettavano caschi da astronauta invece… sono arrivate, chissà da dove, distribuite dalla Protezione Civile, incredula. Le abbiamo viste tutti per televisione, dei panni lisci, idrorepellenti(?), modello carta igienica, così definiti da vari governatori, con due tagli per le orecchie modello carnevale che quando si indossano fanno tornare alla mente l’elefantino Dumbo che volava sbattendo le orecchie, alla faccia della sicurezza e di tutti i canoni. Ma gli “esperti” ne danno la benedizione, dicendo che per quello che è il loro uso va bene.
Il danno oltre la beffa, non si capisce quale è uno e quale l’altra. In una parola: inutili.

Non tutti la pensano, fortunatamente, allo stesso modo, perchè in paese succede qualcosa di interessante, in modo autonomo e in contemporanea, la famiglia Villa si attiva. Simona Villa decide di provare un prototipo secondo le caratteristiche tecniche della Croce Verde delle mascherine chirurgiche lavabili, giunge l’ok, si ottimizza al meglio e si parte con la “produzione”: Federica Villa, Zia Norma, zia Mimmi (Pinuccia) e Mamma Luciana ne producono un centinaio, utilizzando un tessuto adeguato, elastico e filo chiudi pacco (quello che serve per chiudere i sacchetti) da mettere sulla parte che va ad appoggiare sul naso, per modellarla al proprio viso per una migliore tenuta.

Parimenti, nelle stesse ore Luca Virano dei Lions Club di Villastellone e Carignano, sempre leggendo l’appello, fa qualche ricerca via telefono (nessuno si può più muovere) e scopre che i colleghi di Albenga hanno donato mascherine sartoriali lavabili approvate dall’Asl del Comune ligure: ci sono anche le foto del progetto con le caratteristiche, che riesce a farsi mandare.
Si mette in contatto con Vincenzina Ganci, responsabile territoriale dei Lions per condividere l’idea di confezionarle qui e donarle al Comune di Villastellone, per farle distribuire a tutti gli operatori sul territorio, oltre i soccorsi sanitari, tutti coloro sul campo e più esposti come le forze di polizia che pattugliano capillarmente il paese per garantire la sicurezza o in altre situazioni.
Avuta l’approvazione, cerca il materiale cotone 100% come da specifiche, sovrapposto a tre strati, che in paese scarseggia, lo trova a Carmagnola alla sartoria “Il Drappo” della signora Nadia Fumero, pensando che chi può produrle secondo il progetto, è un laboratorio di Villastellone, “Riparazioni Sartoriali” di Maria Tartaglia mettendo a disposizione la sua professionalità, che dopo alcuni ulteriori miglioramenti, licenzia un centinaio di mascherine, ritirate dal vicesindaco Domenico Ristaino che avrà il compito -congiuntamente al Comune- di distribuirle ai vari operatori sul campo avendone la tracciabilità.

La presidente dei Lions di Carignano e Villastellone, Fabrizia Picco, ha creato il contatto tra Maria Tartaglia e Antonella Frassini, la sarta di Carignano, che ha potuto confezionare mascherine replicando questa iniziativa che produce risultati diretti ed efficaci; e dimostrando come nel piccolo la solidarietà si muova con precisione estrema e rapida come nel passato.

Altre realtà si stanno prodigando a dare un aiuto concreto sul campo, come la famiglia Formicola, che ha donato tute per l’autoprotezione, e la Macelleria Tosco, fornitrice di pasti per gli operatori della Croce Verde.
Altre iniziative territoriali e private si stanno muovendo, con un efficacia più diretta rispetto alla macchina governativa nazionale, in effetti bisogna mettere in campo le forze di ognuno.

Questo al momento vale per chi è sul campo, non per le famiglie, dati i volumi che servono per coprire il fabbisogno complessivo che ammonta a migliaia di pezzi. Molti stanno seguendo questi esempi, provocando un vero e proprio effetto domino che man mano documenteremo sottolineando queste preziose iniziative.
Queste persone, al di là delle loro occupazioni di vario genere, sono prima di tutto cittadini che sanno far prevalere il buon senso, all’insegna esclusiva dell’aiuto e salvaguardia degli altri.

Riccardo Borelli