Paolo Sibona in corsa per la candidatura nel centro-sinistra

337

P5 Sibona 2015E’ Paolo Sibona, attuale segretario cittadino del Partito Democratico, il primo candidato ufficiale alle Primarie del centro-sinistra, che poteranno alla scelta della persona in primavera che rappresenterà la coalizione progressista nella corsa alla poltrona di primo cittadino.

Di origini carmagnolesi, Sibona ha 52 anni e vive a Salsasio; è sposato con Stefania, educatrice all’asilo nido, e hanno tre figli, di 21, 17 e 13 anni. Nella vita professionale fa il tecnico commerciale in una società che opera nel campo delle lavorazioni meccaniche. Ha iniziato la sua esperienza politica nel 1995, candidandosi con i Cristiano Sociali a sostegno dell’amico Angelo Elia, con cui ha condiviso anche tante esperienze nel mondo del volontariato, della parrocchia e della cooperazione. Da allora è stato sempre riconfermato consigliere comunale in tutte le successive elezioni, senza però ricoprire mai incarichi di Giunta.

Come è giunto a questa candidatura? «Il Pd me lo ha chiesto; io ho riflettuto a lungo e mi sono confrontato con molte persone: in tanti mi hanno detto di accettare. Ora sono pronto a questa sfida, anche se premetto fin da subito che qualora sia qualcun altro a vincere le Primarie, diventerà automaticamente il mio candidato e, dal giorno dopo, andrò ad attaccare i manifesti elettorali per lui o per lei».

Con quali idee e proposte si sottopone al giudizio dell’elettorato di centro-sinistra carmagnolese per chiedere l’investitura a candidato sindaco? « Avendo appena accettato la candidatura, è evidente che non c’è un programma amministrativo già scritto e preconfezionato. La prima cosa che vorrei fare è radunare chi ha voglia di partecipare a questa avventura. Ho tante idee e tanti sogni nel cassetto, e penso di poter mettere a frutto l’esperienza maturata come consigliere comunale. Ma serve un lavoro collettivo: spero di riuscire a coinvolgere anche chi ha un po’ perso la fiducia».

In che modo spera di conquistare, o riconquistare, queste persone? «Non voglio fare il solito elenco di promesse, peraltro già sentite da altri candidati: occuparsi delle piccole cose, più pulizia, più manutenzione. Molti pensano che questi obiettivi siano roba da poco, e di poterli realizzare facilmente. È un’illusione figlia dell’inesperienza. Questi obiettivi sono difficili, e se la città ha bisogno di migliorare il suo aspetto è perché in questi anni le finanze comunali hanno dovuto subire una cura “da cavallo” per rimettere i conti in ordine. La Giunta Testa ha mostrato responsabilità e spirito di sacrificio rinunciando a tante spese che avrebbero portato lustro all’Amministrazione».

Cosa cambiereste, invece, rispetto all’attuale esperienza di governo della città? «Ho letto un’intervista in cui Silvia Testa riconosce con grande onestà un limite dell’attuale amministrazione: non abbiamo saputo spiegare ai cittadini perché sono stati necessari tagli così drastici. Ecco, io penso che la prossima Giunta debba rompere il muro di isolamento tra municipio e cittadini, e curare al massimo il coinvolgimento delle parti sociali, delle organizzazioni civili e politiche, della pubblica opinione».

Qualora eletto, rinuncerebbe per cinque anni al suo lavoro per svolgere il mandato o proverebbe a far convivere le due cose? «Ritengo che dovrei dedicarmi a tempo pieno a fare il sindaco».

Francesco Rasero