La prima edizione del concorso letterario nazionale PoeticaMenta di Pancalieri ha premiato il racconto breve delle scrittore Giorgio Girace “Verde come la menta”.

Giorgio Girace, con il racconto “Verde come la menta”, giallo senza colpevole dove una pianta diventa ponte tra i vivi e i morti, ha vinto il primo premio per i racconti brevi del concorso letterario PoeticaMenta di Pancalieri, di cui “Il Carmagnolese” è stato media partner.
Classe 1959, Girace è uno scrittore veneziano. Di formazione perito elettronico, ha seguito, sotto consiglio degli insegnanti, la strada delle materie umanistiche per la sua spiccata predisposizione alla scrittura. La vita ha dato loro ragione: nonostante il percorso tecnico, Girace non ha mai smesso di scrivere ed è autore di nove libri tra racconti, poesie e romanzi.
Il suo stile mescola giallo classico, ironia e realismo magico, con protagonisti ricorrenti come l’investigatore disincantato, il suo assistente maldestro Gilberto e il meticcio Patrick, vero detective olfattivo della coppia.
Tra i suoi lavori più noti “Venezia, na bea storia” e “Incubi galanti di un Casanova veneziano”. Ha presentato i suoi libri tra Venezia, Treviso e Padova e ora spera di conquistare anche il cuore dei lettori del torinese.
Questa la sinossi del racconto: “Tutto inizia con una lettera che odora di menta e un messaggio sibillino: “La menta scompare. Venite se non avete paura di capire.” Firma: Foglia Schiacciata, con un’impronta di zampa. Un investigatore, il suo assistente Gilberto -che confonde il pepe con la menta secca- e il cane Patrick vengono chiamati alle 3:03 di notte in una serra abbandonata, un cimitero di vasi vuoti. Ad aspettarli non c’è un ladro, ma una volpe dal pelo rosso bruciato con un orecchio mozzato, che ogni primo del mese dissotterra radici di menta piperita legate con uno spago rosso. Dietro al mistero c’è la signora Velardi e il ricordo straziante della figlia Elena e della nipotina Sofia, morte insieme in un incidente. La menta diventa così un ponte olfattivo tra i vivi e i morti, un “telefono con il cielo” che permette a una bambina di sette anni di continuare a chiamare “mamma” la nonna e a sentire la voce della madre nel vento. Un giallo senza colpevole, dove il caso non si chiude, ma “si scioglie”“.
Ha commentato Girace:”Vincere il primo premio con ‘Verde come la menta’ mi ha emozionato particolarmente sebbene fossi fisicamente assente. È un racconto a cui tengo molto perché non c’è un assassino da arrestare, ma un dolore da ascoltare. Volevo raccontare che a volte le indagini non servono a trovare un colpevole, ma a dare un nome alla magia che ci tiene legati a chi non c’è più. Ringrazio la giuria per aver creduto in una storia così intima, dove una volpe di nome Foglia Schiacciata e un cane che si siede sul fuoco per spegnerlo valgono più di mille indizi. Dedico questo premio a chi crede che l’odore della menta possa davvero arrivare fino alle stelle“.













































