In corso a Carmagnola il progetto europeo Oliwa: economia circolare valorizzando gli scarti delle produzione olearia. Protagonista l’azienda Kontor46 di Ceresole d’Alba.

Impostazione ecologista, mentalità innovativa, approccio sostenibile e sensibilità ai cambiamenti: sono queste le fondamenta su cui l’azienda Kontor46 -con sedi a Torino e Ceresole d’Alba– ha costruito la sua attività negli anni, sviluppando un know-how che ora è stato trasferito anche nel progetto di ricerca europeo Oliwa, in corso a Carmagnola, negli spazi dell’Università di Torino in località Tetti Frati.
Oliwa è finanziato dal programma Prima e conta su un totale di 25 collaboratori, provenienti anche da Spagna, Grecia, Algeria, Turchia e Tunisia.
Il progetto si propone di creare una vera e propria linea lungo il Mediterraneo nel segno della sostenibilità e dell’efficienza dell’economia circolare utilizzando gli scarti della produzione di olive facendo acquisire loro un valore reale e concreto in virtù delle loro enormi potenzialità e funzionalità.
«Stare a contatto con questo mondo per renderlo migliore, facendo cose positive per i luoghi che viviamo, con professionalità, motivazione e dedizione: Oliwa vuole contribuire a un futuro ecosostenibile, sotto diversi punti di vista», commenta Paolo Barattini, Chief Technology Officer e Research Director di Kontor46.
Con esperienze in campo biomedico, informatico, robotico e agricolo, Kontor46 si contraddistingue per l’attenzione a cause che interessano cittadini del passato, del presente e del futuro.
«La situazione di interdipendenza tra dinamiche ambientali, climatiche, sociali ed economiche è sempre più sviluppata e, in un mondo come quello di oggi, occorre trovare soluzioni alternative che valorizzino lo spreco in risorsa», conclude Barattini, definendo con lucidità ed emozione un mondo agricolo votato al cambiamento.
Gloria Policaro












































