I sindacati della Teksid Aluminium di Carmagnola denunciano macchine ferme e problemi di efficienza: «i lavoratori non paghino errori organizzativi aziendali».

Nuove tensioni nello stabilimento Teksid Aluminium di Carmagnola, dove i sindacati tornano a segnalare criticità legate all’organizzazione del lavoro e allo stato degli impianti.
In un comunicato unitario della Commissione Organizzazione e Sistemi di Produzione, le rappresentanze sindacali riferiscono dell’ultimo incontro con la direzione aziendale, convocato per discutere la richiesta di aumentare i turni di lavoro fino a 18 nel reparto Anime e 17 nel reparto Colata SPM.
Secondo quanto emerso, però, la situazione produttiva presenterebbe diverse difficoltà: «rispetto ai volumi dichiarati dalla direzione a gennaio. nel mese di marzo non siamo in grado di rispettare alcune richieste dei clienti, in particolare sulla coppa olio», sottolineano, parlando di “magazzini vuoti” e rallentamenti anche in altri stabilimenti del gruppo.
A incidere sarebbero anche le condizioni degli impianti. Nel documento si evidenzia infatti che diverse macchine presentano fermate frequenti e problemi di efficienza, situazione che secondo i rappresentanti dei lavoratori sarebbe collegata anche a una manutenzione non adeguata nel tempo. Da qui la domanda posta dalle RSA: «È un problema di programmazione o di manutenzione?».
Nel comunicato le diverse sigle ribadiscono un punto centrale: «i lavoratori non possono essere la soluzione a problemi organizzativi e tecnici che esistono da tempo».
E, per questo motivo è stata avanzata una proposta precisa alla Direzione, in tre punti principali: evitare che il cambio delle turnazioni diventi l’unica risposta ai problemi strutturali dell’officina; avviare interventi di manutenzione straordinaria sulle macchine più critiche, anche nel fine settimana; riportare l’efficienza degli impianti dall’attuale circa 50% ad almeno il 90%.
«Solo con macchine efficienti e una corretta organizzazione del lavoro si possono affrontare le produzioni in modo serio e sicuro, senza scaricare ulteriori responsabilità sui lavoratori», ragionano sul lato sindacale.
L’azienda, sempre secondo quanto riportato nel documento, avrebbe preso atto delle osservazioni e si sarebbe detta disponibile a un nuovo incontro nei prossimi giorni per valutare ulteriori soluzioni.
Il confronto arriva in un clima già teso tra lavoratori e azienda. Lo scorso 27 febbraio molti dipendenti dello stabilimento di via Umberto II hanno aderito allo sciopero indetto dalla FIOM, protestando contro il fatto che il premio di risultato previsto per quest’anno risulterebbe pari a zero.
Una mobilitazione che si inserisce in una fase contraddittoria per il sito carmagnolese. Solo a gennaio, infatti, gli stessi sindacati avevano definito “elevati” i volumi di produzione previsti per il 2026, parlando di uno stabilimento che, nonostante le difficoltà del settore automotive, continuava a rappresentare «un’eccezione positiva» anche sul fronte occupazionale.
Proprio per questo, spiegano ora le RSA, diventa ancora più importante intervenire sull’organizzazione e sulla manutenzione degli impianti, per sostenere i livelli produttivi senza aggravare le condizioni di lavoro.
Nelle prossime settimane, inoltre, è prevista un’assemblea con tutti i lavoratori, convocata dai sindacati per confrontarsi sugli sviluppi della situazioni, alla ricerca di possibili soluzioni alternative.
















































