Il sanbernardese Adriano Paschetta racconta la sua estate trascorsa pedalando per la Pace da Carmagnola fino ai Balcani.

Un mese in bicicletta, da borgo San Bernardo di Carmagnola fino alla Puglia e poi attraverso parte dei Balcani, portando con sé un messaggio di Pace e raccontando il viaggio attraverso centinaia di fotografie: è positivo il bilancio dell’iniziativa “Pedalare per la Pace” di Adriano Paschetta, carmagnolese con una lunga esperienza di vita all’estero, di cui oltre 25 anni trascorsi in Cina, da alcuni anni rientrato in città per stare a fianco della madre.
Partito in solitaria, Paschetta ha percorso la costa adriatica fino alla Puglia, per poi proseguire verso Albania e Montenegro. L’obiettivo iniziale era quello di tornare a pedalare in alcune zone segnate dalle guerre, dopo le esperienze vissute in passato in Jugoslavia durante i conflitti degli anni Novanta e, successivamente, in Cina. «Poi ho raggiunto il mio limite e ho deciso di tornare indietro», racconta.
Si tratta del secondo anno consecutivo dell’iniziativa in Italia: nel 2025 Paschetta aveva pedalato in Sicilia. E, anche questa volta, ha cercato di spostarsi utilizzando il più possibile i percorsi creati ad hoc per i ciclisti.
«Ho sfruttato le piste ciclabili, alcune molto belle, purtroppo poco frequentate per mancata conoscenza», spiega. Durante il percorso ha incontrato numerosi stranieri impegnati nel cicloturismo, mentre, secondo la sua esperienza, sono ancora pochi gli italiani che scelgono questo modo di viaggiare.
Tra gli sponsor dell’iniziativa c’era anche l’App Commute, attraverso la quale Paschetta aveva il compito di segnalare lo stato delle ciclabili e gli eventuali percorsi alternativi per i ciclisti.
Per trovare ospitalità ha invece utilizzato un’app dedicata ai cicloturisti, dove vengono messi in contatto viaggiatori e persone disponibili ad accoglierli gratuitamente, anche solo offrendo uno spazio per la tenda e dell’acqua fresca.
L’accoglienza è stata uno degli aspetti più significativi del viaggio. «In tanti mi hanno offerto cibo, caffè o anche solo sorrisi», racconta Paschetta. Un’esperienza che si è ripetuta anche oltre l’Adriatico: «sono stati fantastici anche in Albania e in Montenegro: appena chiedi qualcosa, tutti sono pronti ad aiutarti e a darti una mano, anche al di là delle barriere linguistiche».

Durante il viaggio, Adriano ha realizzato centinaia di fotografie con lo striscione ufficiale dell’iniziativa, contribuendo a diffondere il messaggio e alimentando anche un gruppo sui social (oltre alla sua pagina Facebook personale) attraverso il quale diverse persone hanno seguito le tappe del suo percorso.
Per Paschetta, però, la Pace non è soltanto l’assenza di guerra. «Il messaggio di Pace ha tanti significati, vuol dire anche comunicare tra persone, tra Paesi diversi, condividere esperienze e momenti».

Ed è proprio da questo concetto che nasce il prossimo progetto, al quale sta già lavorando: organizzare uno scambio con la Cina, coinvolgendo ciclisti o anche realtà di altri sport, come le squadre di calcio. «l’importante è conoscerci reciprocamente, sapendo che aprirsi al mondo vuol dire aprire le porte», ribadisce.
Per realizzare la prossima iniziativa, Adriano Paschetta è ora alla ricerca di sponsor interessati a sostenere il progetto e contribuire a trasformare ancora una volta il viaggio in un’occasione di incontro tra persone e culture diverse.









































