Passa anche da Villastellone la ricerca sui PFAS: il settore R&D di Azzurra Srl (Gruppo Marazzato) ha condotto sperimentazioni sulle nuove tecnologie per rimuovere questi micro-inquinanti dalle acque.

La ricerca sui PFAS passa anche da Villastellone, dove nella piattaforma polifunzionale Azzurra del Gruppo Marazzato è attivo da oltre sei anni un reparto di Ricerca & Sviluppo dedicato anche alla sperimentazione di tecnologie per affrontare questi nuovi microinquinanti.
Un’attività che è stata recentemente citata anche nell’ambito di RemTech Expo 2026, la manifestazione dedicata alla tutela e alla gestione del territorio e dell’ambiente.
I PFAS, sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, sono composti chimici sintetici caratterizzati da una particolare resistenza all’acqua, al calore e ai grassi e impiegati in numerosi ambiti industriali.
La loro presenza nell’ambiente e i possibili effetti sulla salute hanno portato negli ultimi anni a una crescente attenzione da parte di istituzioni, enti di ricerca e aziende, ma anche a pubbliche prese di posizione da parte delle associazioni ambientaliste.
Proprio su questo fronte, ad Azzurra di Villastellone il Gruppo Marazzato sta conducendo una sperimentazione nell’ambito del progetto europeo H2020-SCENARIOS, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale. Il progetto prevede attività di ricerca e dimostrazione di nuove tecnologie per la depurazione dell’aria e dell’acqua.
Uno dei casi studiati riguarda il trattamento dei PFAS presenti nei percolati contaminati. Ad Azzurra sono stati realizzati due impianti pilota: uno dedicato alla tecnologia SAFFÒ, acronimo di “Surface Active Foam Fractionation”, sviluppata dall’australiana EPOC Enviro, e un secondo sistema basato su un trattamento dell’aria con carboni attivi autorigenerativi. Le tecnologie vengono sperimentate con l’obiettivo di isolare e rimuovere i PFAS.
La sperimentazione si inserisce in un quadro piemontese particolarmente attento al tema. La Regione è stata la prima in Italia a regolamentare, con una legge del 2021, i limiti dei PFAS negli scarichi nelle acque superficiali e nel 2025 ha istituito un Centro di ricerca e un Osservatorio tecnico-scientifico dedicati alla riduzione delle emissioni, degli usi e della diffusione ambientale di queste sostanze.















































