Agricoltura: un positivo ritorno all’antico

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Con il ritorno di tanti giovani all’agricoltura, in particolare alla coltivazione in serra, le scuole di agraria sono piene di studenti e un nuovo mondo si sta delineando. Un mondo fatto di attenzione al prodotto, agli animali, alla terra.

Ne è esempio un giovane ventenne carmagnolese, Boasso, che svolge la sua attività nella cascina Fra Luigi a Salsasio applicando le vecchie tecniche di coltivazione in tutti i tipi di coltura, compreso il peperone. Un approccio che richiede, naturalmente, un maggior impegno e un maggior lavoro, limitando di molto l’uso di prodotti chimici e utilizzando maggiormente i concimi organici come il letame.

Una particolarità di questo ritorno al passato, inoltre, è l’uso del cavallo per trainare l’aratro e per varie lavorazioni agricole, come l’estirpatura e la rincalzatura delle colture.

ColtivaThor«Thor, il nostro compagno di lavoro, è un cavallo da tiro di razza Comtois di tre anni, salvato dal macello all’età di 16 mesi –spiegano dall’azienda agricola “ColtivaThor”Abbiamo intrapreso questo viaggio nel rispetto della natura e degli animali, ma soprattutto nel rispetto dei nostri clienti, che ora più che mai cercano prodotti sani e di qualità, possibilmente a chilometri zero. Il nostro ritorno alle origini potrebbe sembrare un passo indietro rispetto a ciò che è la società moderna, ma siamo certi che la strada che abbiamo intrapreso è rivolta verso un futuro non così lontano. Le persone iniziano ad acquisire una certa consapevolezza, cercano certezze, prodotti naturali e di qualità, soprattutto in questo ambito così delicato com’è l’agricoltura dei giorni nostri».

Piergiorgio Sola