Dopo una fase di sperimentazione, il Gruppo Marazzato si appresta a fare del biocarburante di origine vegetale (HVO) l’alimentazione principale dei mezzi della sua flotta (i.r.)

Un anno fa, il Gruppo Marazzato -realtà con stabilimenti anche a Villastellone, sede di Azzurra Rifiuti e del proprio Centro Ricerca & Sviluppo- concludeva la fase di sperimentazione del biocarburante di origine vegetale (HVO) e dava il via all’impiego su larga scala per l’alimentazione dei veicoli Diesel della sua flotta.
Oggi l’azienda, colosso dei servizi ambientali, è pronta a fare il successivo e deciso passo del suo percorso di sostenibilità e a fare dell’HVO la forma di alimentazione prevalente sui veicoli con motori Diesel, portandone la quota all’80% del carburante utilizzato.
«Questo è reso possibile dall’installazione di una serie di nuovi serbatoi che aumentano la riserva di HVO, consentendo ai mezzi con motori Euro 6, che rappresentano la parte più consistente della flotta di mezzi in servizio nelle varie sedi e filiali, di impiegarlo al 100% riservando l’utilizzo di gasolio tradizionale soltanto ai veicoli meno recenti», spiegano dal Gruppo.
Nella sede centrale della Marazzato Servizi Ambientali, a Borgo Vercelli, la capacità delle cisterne è stata portata dai precedenti 5.000 a 10.000 litri e la piattaforma digitale per la gestione delle flotte è stata implementata con un sistema che consente di monitorare i consumi in tempo reale.
«L’HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) è un biocarburante prodotto dalla raffinazione di oli vegetali, tra cui i residui di alcune lavorazioni dell’industria alimentare, e ha prestazioni chimico-fisiche, equivalenti a quelle del gasolio tradizionale -spiegano dall’azienda- Oltre a un costo inferiore, ha il vantaggio di avere come materia prima vegetali che nel corso del loro ciclo vita assorbono anidride carbonica e per questo, si presentano alla filiera produttiva con un credito di CO₂ che compensa molte delle emissioni generate dai vari processi di trasformazione, abbattendo quindi l’impronta di carbonio del prodotto finale».
Pur non essendo totalmente a impatto zero, l’HVO permette una riduzione delle emissioni di CO₂ tra il 60% e il 90% rispetto ai combustibili fossili, calcolato secondo il criterio tradizionale della Direttiva “REDII”, che ha un valore particolarmente importante nel settore dei trasporti e ancora di più per quelli pesanti.
Federico Alaimo, responsabile flotte del Gruppo Marazzato, sottolinea con particolare soddisfazione il raggiungimento di questo risultato che dà un ulteriore prezioso contributo al percorso di sostenibilità ambientale intrapreso dall’azienda:
«Tra le responsabilità principali dell’ufficio flotte spicca l’impegno nella salvaguardia della qualità dell’aria, valorizzando ogni strumento utile alla riduzione delle emissioni inquinanti. L’obiettivo finale è la totale eliminazione dei carburanti fossili a favore di una strategia focalizzata interamente sull’impiego dei biocarburanti».
L’apertura ai biocarburanti da parte del Gruppo Marazzato arriva dalla volontà di attuare tutte le misure possibili per la salvaguardia dell’ambiente -che in fondo è già l’obiettivo primario delle attività dell’azienda, specializzata in bonifiche e trattamento dei rifiuti– ma si deve anche alla collaborazione con il colosso energetico ENI.















































