Gli studenti dell’Istituto Comprensivo Carmagnola 2 hanno incontrato la figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983.

Le classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Carmagnola 2 hanno incontrato Paola Caccia, figlia del magistrato Bruno Caccia, procuratore capo di Torino ucciso dalla ’ndrangheta nel 1983.
L’incontro rientra nel percorso di educazione alla legalità avviato dalla scuola, «un ambito in cui stiamo investendo molto», spiegano gli organizzatori.
Ad aprire l’iniziativa è stata l’esecuzione di Imagine di John Lennon, suonata dagli studenti alla tastiera con accompagnamento di chitarra e violino, che ha creato un clima di ascolto attento e partecipato.
Nel suo intervento, Paola Caccia ha tracciato un ritratto del padre sia nella sua attività professionale sia nella dimensione privata.
Magistrato impegnato prima nella lotta al terrorismo e alle Brigate Rosse negli anni Settanta, Bruno Caccia si occupò successivamente delle indagini sui clan calabresi e siciliani.
In famiglia, ha precisato la figlia, riusciva a tenere nettamente separata la vita lavorativa da quella privata: «Quando era con noi, non parlava mai di lavoro». Le fotografie di momenti quotidiani con familiari e amici hanno reso il racconto ancora più vicino e umano.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’iter giudiziario seguito all’omicidio, lungo e segnato da ritardi, che non ha ancora restituito una verità piena.
Gli studenti hanno seguito l’incontro con interesse e coinvolgimento. «Caccia è stato un uomo coraggioso e consapevole. Questa esperienza ci ha trasmesso insegnamenti importanti», ha commentato Edoardo, studente della 3A.
Soddisfatti anche i docenti dell’Ex-Convitto, che hanno sottolineato il valore della testimonianza diretta: «Incontrare chi ha vissuto esperienze così lascia un segno indelebile». Un messaggio che per gli studenti va oltre la lezione scolastica e diventa consapevolezza civica e impegno nella vita quotidiana.
Pietro Salamone, con il contributo dello studente Edoardo P.









































