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A Carmagnola una mostra dedicata ai “Piccoli Alpini”

Dal 28 ottobre al 13 novembre la chiesa di San Rocco, a Carmagnola, ospita una mostra dal titolo “Piccoli Alpini”, organizzata dal Comune e dal CAI con la Fondazione Tancredi di Barolo.

Una delle illustrazioni storiche che saranno esposte nella mostra “Piccoli Alpini”, ospitata dal 28 ottobre nella chiesa di San Rocco a Carmagnola

Per il 150° anniversario dalla fondazione del Corpo degli Alpini, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Carmagnola, in collaborazione con il CAI cittadino e la Fondazione Tancredi di Barolo, propone la mostra “Piccoli Alpini”, in calendario dal 28 ottobre al 13 novembre 2022 nella chiesa di San Rocco in via Valobra 136.

Si tratta di un’esposizione con finalità educative dedicata anche ai temi della montagna e degli sport invernali, “per fare avvicinare le generazioni più giovani all’incantevole ambiente alpino, con l’interesse e la considerazione che tanta Letteratura, fra Ottocento e Novecento, gli ha riservato”.

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La mostra verrà inaugurata alle ore 18 di venerdì 28 ottobre 2022 e sarà visitabile, a ingresso libero, secondo il seguente orario: mercoledì 10:30-12:30; giovedì, venerdì e sabato 15:30-18:30, domenica 10:30-12:30 e 15:30-18:30.

Inoltre, in occasione della Festa di San Martino, programmata per il secondo fine settimana di novembre, sarà possibile assistere all’incontro “Alpini: 150 anni di storia”, che si terrà nella Sala Solavaggione della biblioteca civica, venerdì 11 novembre alle ore 21, con la partecipazione dello storico e saggista Gianni Oliva, autore del libro “Storia degli Alpini”.

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Il vicesindaco Alessandro Cammarata, assessore alla Cultura, sottolinea l’importanza di questa celebrazione: “Si tratta di un Corpo specializzato nel combattere in condizioni estreme, istituito per affrontare il nemico nei luoghi più impervi delle vette alpine e difendere i confini settentrionali del nostro Paese -dichiara- Tuttavia, nel corso degli anni, le brigate degli Alpini si sono misurate con coraggio anche su tutti gli altri fronti di guerra, che hanno richiesto l’intervento dell’esercito italiano“.

E aggiunge: “Ma ciò che a mio avviso caratterizza maggiormente questa particolare unità militare è il senso di appartenenza, vissuto per tutta la vita come una missione e, per questo, destinato a perdurare anche in congedo tra le fila dell’Associazione Nazionale Alpini. Con i loro cappelli ornati dalla tipica penna nera, infatti, questi generosi militari, pure dopo la conclusione della loro carriera, conservano intatti il legame con la montagna e la prontezza nel soccorrere la popolazione civile, ogni qualvolta si renda necessario per effetto di catastrofi e calamità naturali“.

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