Cascine Piemontesi promuove l’asparago di Santena e del pianalto

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Il consorzio Cascine Piemontesi, in collaborazione con Confagricoltura
Torino, ha dato il via a una campagna per valorizzare l’asparago di Santena e delle terre del pianalto.

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L’asparago, prodotto d’eccellenza di Santena e delle terre del pianalto

Il consorzio Cascine Piemontesi, in collaborazione con Confagricoltura Torino, ha organizzato una campagna promozionale per la valorizzazione dell’asparago di Santena e delle terre del pianalto, riconosciuto quale Pat – prodotto agroalimentare tradizionale del Piemonte.

Per illustrare le caratteristiche dell’asparago e diffonderne la conoscenza al pubblico dei consumatori, Cascine Piemontesi ha realizzato la produzione di tre videoclip, che illustrano il territorio, le tecniche di coltivazione e l’utilizzo del prodotto in cucina.

“La stagione degli asparagi è iniziata: quest’anno l’avvio è stato ritardato a causa del freddo primaverile che ha rallentato lo sviluppo dei germogli in pieno campo; la raccolta è iniziata in questi giorni e si protrarrà almeno fino alla prima decade di giugno –
spiegano i tecnici di Confagricoltura- La siccità della stagione farà sì che la produzione sia inferiore alla media delle annate precedenti; la qualità in compenso si presenta ottima“.

Attualmente in Piemonte si coltivano oltre 260 ettari di asparagi e le imprese agricole impegnate nella coltivazione sono circa 640.

“In tempi antichi il pianalto era attraversato da un fiume, ma circa diecimila anni fa una serie di movimenti tellurici sollevò l’intera area, facendone mutare il corso. Il fiume lasciò così uno strato di argilla formata da micro-minerali che rendono il terreno molto compatto e in grado di trattenere gli elementi nutritiviconcludono da Cascine Piemontesi- Questa particolare fertilità rende l’intera area del pianalto famosa per la produzione di ortaggi, eccellenze dell’orticoltura del Piemonte, tra cui l’asparago spicca per le sue qualità e il sapore caratteristico che gli viene conferito proprio dalle peculiarità pedologiche delle “terre rosse” del Pianalto”. 

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