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Città Metropolitana: approvato il “Piano per il contenimento del colombo”

È stato approvato dal consiglio metropolitano il “Piano per il contenimento del colombo”: cosa prevede e come sarà attuato.

I piccioni possono provocare ingenti danni all’agricoltura, per questo è stato approvato in Città Metropolitana il “Piano per il contenimento del colombo” (foto: Coldiretti Torino)

Con l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio metropolitano diventa operativo il “Piano di contenimento del colombo” (Columbia liva forma domestica) per gli anni che vanno dal 2024 al 2029. Il Piano prevede nel dettaglio le misure per il contenimento delle popolazioni che, nelle zone rurali, causano danni notevoli alle colture cerealicole, mentre in quelle urbane pongono problemi igienici e di decoro degli spazi pubblici.

“Le misure incruente e dissuasive per il controllo della specie non si sono rivelate sufficienti per contenere la densità di popolazione del colombo: è pertanto necessario il controllo diretto della specie – spiega il Consigliere metropolitano Gianfranco Guerrini, delegato
all’ambiente e alla tutela della fauna e della flora- In ambito urbano si prevede l’impiego di gabbie-trappola installate a cura dei Comuni, mentre in ambito extraurbano si interverrà sia installando le gabbie che con operazioni di sparo ad opera di selecontrollori formati e
autorizzati dalla Città metropolitana. Il Piano è stato sottoposto ad una valutazione dell’incidenza sui siti della Rete Natura 2000 in cui verrà attuato e ha ottenuto i pareri positivi dell’ISPRA, del Settore Sviluppo sostenibile, biodiversità e aree naturali della Regione Piemonte, della Direzione Sistemi naturali della Città metropolitana, degli Enti di gestione del Parco del Po piemontese, delle Aree protette delle Alpi Cozie e dei Parchi Reali“.

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Il coordinamento delle operazioni di controllo sarà in carico alla Polizia metropolitana, affiancata da cacciatori volontari e autorizzati a seguito di un percorso di formazione, e agli agenti delle Polizie locali, per la gestione degli interventi nelle aree urbane. Per prevenire
i danni alle colture agricole nelle fasi della semina e della maturazione potranno essere impiegati cannoncini a gas con detonazioni temporizzate, sagome dissuasive di varia forma o palloni gonfiati con elio che rimangono sospesi in aria.

Per quanto riguarda i prelievi di granaglie, la nidificazione e l’imbrattamento di siti industriali o artigianali, magazzini di stoccaggio di granaglie e allevamenti di bestiame, laddove possibile, potranno essere installate reti per chiudere i punti di entrata e pannelli basculanti dotati di sensori per l’apertura automatica. Si dovranno prevedere adeguate misure per la tutela delle colonie di pipistrelli. Salvo che nelle Zone di Protezione Speciale, potranno essere utilizzati rapaci appartenenti a specie autoctone e addestrati da soggetti autorizzati. Lo sparo in orario diurno dovrà avvenire con l’uso di fucili con canna ad anima liscia di calibro non superiore al 12 e in prossimità di colture a rischio di danneggiamento, di allevamenti, di magazzini o di siti industriali. Dove, per motivi di sicurezza, non è praticabile lo sparo potranno essere impiegate reti o gabbie-trappola selettive di cattura in vivo, attivate con esche alimentari. È prevista l’immediata liberazione di soggetti appartenenti a specie diverse eventualmente catturati.

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Le misure preventive di contenimento nell’ambito urbano saranno volte a ridurre le risorse alimentari e i siti di nidificazione, con il divieto di somministrazione di granaglie o altri alimenti appetiti dai colombi in luoghi pubblici, l’obbligo di occlusione fisica dei punti
di accesso dei volatili agli edifici pubblici e privati (sottotetti) e ai piloni dei cavalcavia. I regolamenti edilizi e di igiene comunale dovranno prevedere recinzioni con reti anti-intrusione, l’impiego di fili elettrificati, dissuasori a cavi e l’uso di filamenti anti intrusione posti sui bordi dei pannelli solari o fotovoltaici. L’occlusione dei siti riproduttivi con reti deve essere attuata in forma selettiva, per non precludere l’accesso ad altre specie.

La notizia è stata accolta con soddisfazione da Coldiretti Torino” Sempre più soci vengono nei nostri uffici di zona a chiedere misure di depopolamento dei piccioni. Sapevamo che il piccione può essere oggetto di contenimento grazie a una sentenza della Corte di Cassazione, che risale al 2004, e che sancisce che le popolazioni di piccione che vivono allo stato libero rientrano ormai tra quelle selvatiche. Secondo la legge il controllo della fauna selvatica deve essere attuato se esistono pericoli, in primis per la salute umana, ma anche per tutelare le produzioni zoo-agroforestali. Finora erano stati predisposti soltanto interventi su scala comunale o, peggio, esistevano solo regolamenti comunali sul divieto di foraggiamento. Per depopolare i piccioni serviva invece uno strumento operativo sovracomunale come quello appena predisposto dalla Città Metropolitana”. 

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