La CRI di Carmagnola prosegue nel suo impegno a supporto delle famiglie bisognose del territorio, con lo slogan “Un’Italia che aiuta”. Il racconto dei volontari.

Se non fossimo nella sede CRI di Carmagnola, potremmo tranquillamente pensare di trovarci nel magazzino di un qualunque supermercato. In un locale dedicato, su ampi ripiani metallici, sono infatti sistemati generi alimentari a lunga conservazione rigorosamente suddivisi per tipologia e data di scadenza.
Qui vengono raccolti e catalogati pasta, olio, zucchero, alimenti sotto vuoto, latte, pelati, prodotti per l’igiene personale, ecc. Sulla parete, accanto alla porta d’ingresso, una frase impegnativa riporta lo slogan “Un’ Italia che aiuta”.
Salvatore Di Maggio e Maria Messina sono i due delegati che guidano questo gruppo di lavoro formato da una trentina di volontari della locale Croce Rossa.
«La nostra attività consiste nel dare supporto alle persone in difficoltà –spiega Salvatore- Ad entrare in questo gruppo di lavoro mi ha spinto l’idea di umanità che sta alla base della CRI: aiutare chiunque ed ovunque, senza giudicare».
E aggiunge: «nel sociale vedi la realtà nuda e cruda. Volevo far parte di una squadra che non chiedesse chi sei o come mai ti sei ridotto così, ma si chiede solo di cosa hai bisogno. È questo approccio neutrale e accogliente che mi ha convinto ad impegnarmi proprio in questo campo».
Questo profilo di CRI si chiama “attività di inclusione sociale” e sono loro i volontari che contattano i supermercati per organizzare le giornate di raccolta.
Si accettano tutti i generi alimentari non da frigo ed a lunga conservazione e prodotti per l’igiene personale: i clienti sanno ciò che possono donare perché vengono informati tramite volantinaggio.
Finita la raccolta c’è un lungo lavoro di censimento dei prodotti ricevuti. Una volta registrati sul portale “Bernardo” (un software interno alla Croce Rossa), essi vengono sistemati sugli scaffali e suddivisi per tipologia e scadenza.
Raccolta e distribuzione avvengono con cadenza mensile. Le famiglie da seguire sono una quindicina e non sono state scelte dalla CRI, bensì segnalate dalle assistenti sociali. «La distribuzione avviene prevalentemente in sede -continua Salvatore- In caso di necessita o problematiche varie, provvediamo alla consegna a domicilio».
I beneficiari non fanno richieste specifiche: «ci basiamo su una lista di prodotti, tenendo presente il numero dei componenti il nucleo familiare -prosegue- Quando le assistenti sociali ci segnalano un caso, prendiamo contatti ma non chiediamo nulla e non facciamo domande. Per mantenere l’anonimato e la privacy ogni famiglia non viene chiamata per cognome ma con il nome di un frutto».
E conclude: «vorrei cogliere questa occasione per ringraziare di cuore i supermercati che mensilmente ci aprono le porte, dimostrando una grande sensibilità. Un ringraziamento speciale ai nostri colleghi volontari: il loro costante impegno ed il tempo che dedicano alla raccolta sono il vero motore di tutto ciò che facciamo».
Ro. To.











































