Una forte grandinata ha fatto danni ai campi tra Santena, Poirino e Pralormo

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Una violenta grandinata ha distrutto, oggi pomeriggio, le coltivazioni nei Comuni di Santena, Poirino e Pralormo, con ingenti danni: lo denuncia Coldiretti. «Sfere di ghiaccio grandi anche come palline da ping-pong», raccontano gli agricoltori.

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Campi bianchi di ghiaccio dopo la violentissima grandinata che ha colpito l’area di Santena, Poirino e Pralormo (foto Coldiretti Torino)

Una violenta grandinata ha distrutto, oggi pomeriggio, le coltivazioni nei Comuni a sud-est di Torino, in particolare nei territori di Santena, Poirino e Pralormo, con ingenti danni anche nel Roero.

«La grandine ha colpito buona parte delle coltivazioni di orticole in pieno campo, cioè non protette da serre e reti -spiegano da Coldiretti Torino- In alcune frazioni sono andate perse le colture di zucchine, già in piena maturazione, e zucche, in pieno sviluppo delle piante».

“I chicchi di grandine erano grandi anche come palline da ping-pong”, dichiarano gli agricoltori (foto Coldiretti Torino)

A Pralormo i produttori segnalano danni ai noccioleti con perdite, in alcuni casi, di almeno l’80% del raccolto. «Le nocciole sono, infatti, in piena fase di riempimento della “mandorla”, pesano sui rami come i frutti maturi ma sono nella fase più delicata della crescita. Spaccati i rametti con i frutti, rotti gli apparati fogliari e atterrati i frutti», sottolineano dall’Associazione agricola.

Oltre alle nocciole, si segnalano danni gravi al grano. «Proprio in questi giorni è arrivata la piena maturazione delle spighe ed è dunque iniziata la trebbiatura -proseguono da Coldiretti- Le sfere di grandine grosse come palline da ping-pong hanno gettato a terra le spighe o le hanno completamente spogliate dei chicchi che, proprio perché maturi, si staccano facilmente dalla spiga».

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Ingenti danni anche per le colture di girasoli (foto Coldiretti Torino)

Altri danni importanti vengono riferiti sul mais: in questo momento le piante si trovano nella fase di crescita più delicata con i pennacchi in piena fioritura: «qui i danni sono dovuti alla rottura delle foglie e all’azzeramento dei fiori maschili che non potranno impollinare».

Anche le coltivazioni di girasole sono rimaste gravemente danneggiate. Le piante hanno avuto le foglie azzerate e i fiori i maturazione sono rimasti tagliati dall’impatto con le palle di ghiaccio.

Crisi climatica, il conto dei danni economici è sempre più salato

«Dovremmo immaginare tutti la frustrazione di questi agricoltori –osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca CiciProprio mentre iniziava la tanto attesa trebbiatura del grano o mentre inizia la stagione degli ortaggi o si osservano mais e nocciole svilupparsi con buone promesse di raccolto, ecco la batosta».

E aggiunge: «I nostri agricoltori, ancora una volta, provano sulla loro pelle gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici non dovuti all’agricoltura. Così, dopo un 2022 siccitoso questo 2023 si sta rivelando un anno disastroso per le grandinate e gli allagamenti con fenomeni tropicali che non erano conosciuti con questa frequenza e questa forza distruttiva».

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