Bocciata in Consiglio comunale a Carmagnola la mozione del centrosinistra sul Consorzio socio-assistenziale Cisa31: scintille su conti, servizi e responsabilità. Per l’opposizione «la crisi è grave, con famiglie in difficoltà», ma la maggioranza parla di “strumentalizzazioni” e dichiara che l’Ente è “sano”.

Il dibattito si è sviluppato sul nodo più delicato: la tenuta economica del Consorzio socio-assistenziale e l’impatto sulle famiglie fragili, tra ritardi nei contributi e rischio di riduzione dei servizi.
Marina Becchio (Carmagnola Civica) ha aperto il confronto parlando di «una grave crisi finanziaria» e ricordando che «sono stati congelati i contributi per oltre 180 persone non autosufficienti, con pesanti ripercussioni sulle famiglie e sui servizi essenziali».
Nella mozione si parlava infatti di “riduzioni superiori al 30% delle prestazioni“, aumenti delle rette e ipotesi di sospensione per i servizi alle famiglie con figli disabili. Da qui la richiesta di impegnare il Comune a sostenere il Consorzio e a sollecitare la Regione Piemonte a incrementare i fondi.
La replica dai banchi della Maggioranza è arrivata da Margherita Toschino, consigliera FdI e vicepresidente del Consorzio: «Questa mozione è già obsoleta: quanto chiedete si sta già facendo». E ancora: «Non va bene strumentalizzare gli utenti: qui parliamo di persone, fasce deboli, casi complessi. Il Cisa31 è un Ente sano e non si abbandona nessuno».
Toschino ha quindi anche rivendicato la gestione operativa: «Ogni singolo caso viene preso in carico. Si lavora alacremente per risolvere le situazioni». Sui ritardi nei contributi la vicepresidente ha parlato di «rallentamento necessario per evitare voragini di cassa», spiegando che «tra ottobre e novembre sono stati pagati i contributi di agosto e settembre» e affermando che su questa linea dovrebbe svilupparsi anche il flusso dei pagamenti nel 2026.
«Non c’è una crisi in senso stretto, ma un riallineamento dei conti, in un contesto in cui il Consorzio non ha entrate proprie e vive solo su quote comunali e fondi regionali e ministeriali», ha concluso.
Il capogruppo PD, Paolo Sibona, ha sottolineato che il Cisa «non è una controparte ma la nostra mano operativa» e ha sottolineato come, tra le criticità, vi sia il mancato adeguamento delle quote dei Comuni al costo della vita.
Alla fine della discussione, la Maggioranza ha votato contro la mozione, giudicando “superfluo” l’impegno richiesto e già intra-istituzionalmente in atto.
L’Opposizione ha invece insistito sui segnali di sofferenza del sistema: servizi più complessi, famiglie più fragili, ritardi nei trasferimenti e risorse insufficienti. La seduta si è però chiusa senza mediazioni.














































