“Il mangiatore di pietre” arriva sul grande schermo

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Oggi al Torino Film Festival la prima nazionale del film tratto dal romanzo dello scrittore carmagnolese Davide Longo. Protagonista de “Il mangiatore di pietre” è Luigi Lo Cascio.

 

Il mangiatore di pietre Nicola BellucciOggi pomeriggio, martedì 27 novembre, è in programma al 36esimo Torino Film Festival la proiezione in prima nazionale del film “Il mangiatore di pietre”, tratto dal romanzo giallo dello scrittore carmagnolese Davide Longo, per la regia di Nicola Bellucci.
L’evento è in programma alle 17 al Cinema Reposi.

“Il mangiatore di pietre” vede come attore principale Luigi Lo Cascio, affiancato da Vincenzo Crea, Bruno Todeschini, Ursina Lardi, Leonardo Nigro e Peppe Servillo.

La narrazione è ambientata in Valle Varaita, nel cuneese, dove è stata in parte anche girata-nell’inverno 2016- la pellicola: da Sampeyre a Casteldelfino, fino alla borgata Chiesa di Bellino per le scene nel cimitero locale. Altre location sono state Piasco, dove è stata ricostruita la caserma dei carabinieri, e il carcere di Torino.
La produzione è a cura di Achab Film, Rai Cinema e della svizzera Cineworx Filmproduktion di Zurigo, con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte.

Il film racconta una storia drammatica, tra vecchi passeur e nuovi trafficanti. Lo Cascio è Cesare, cupo e travagliato vedovo che si trova a dover affrontare l’omicidio del figlioccio Fausto. Intorno a lui un’affascinante commissario, un vecchio amico, un pericoloso nemico e un ragazzo in cerca di una strada .
Questa la sinossi: “Cesare, vedovo di una moglie bella ed amata, ex contrabbandiere e spallone di clandestini, trova in una valle remota il corpo del figlioccio Fausto assassinato. Cesare aveva introdotto Fausto al contrabbando. Ma i due uomini avevano perso i contatti, dal momento in cui Fausto aveva deciso di accettare di occuparsi anche del trasporto di droga. Cesare aveva rifiutato di essere coinvolto in questo e da allora in poi aveva preferito vivere di lavori occasionali. L’unico suo amico del paese è Ettore, un piccolo imprenditore, anche lui un ex contrabbandiere. Cesare è sotto sorveglianza quando la polizia inizia ad indagare sull‘omicidio. Presto il solitario vedovo acquista la fiducia dell’investigatore, il commissario Sonja di Meo. Lei invece sospetta il brigadiere di polizia locale di essere in combutta con la rete di trafficanti di droga. Potrebbe nascere una storia tra Sonja e il montanaro. Ma Cesare, emotivamente solitario, non si lascia andare ai sentimenti che lo riportano al ricordo della moglie; vuole smascherare i trafficanti di droga, convinto che siano gli assassini di Fausto.
Sergio, un giovane del villaggio, desideroso di fuggire dalle costrizioni di un padre padrone e da una vita chiusa nella valle, chiede a Cesare aiuto per guidare alcuni profughi oltre il confine. Gli stessi rifugiati che Fausto, morendo, aveva lasciati in un alpeggio durante il suo ultimo viaggio. Cesare accetta di aiutare Sergio e con il suo aiuto, passa a Sonja dei documenti che smascherano ed incastrano i trafficanti di droga.
Durante il loro difficile cammino tra le creste innevate per attraversare il confine, sono presi di mira da colpi di fucile. Cesare capisce che i colpi sono per lui, affrontando la situazione scopre di non avere a che fare con i trafficanti di droga, ma con un nemico inaspettato“.

Altre proiezioni sono in programma il 29 novembre alle 9 e il 1° dicembre alle 19:45.