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Cittadinanza onoraria di Carmagnola a Liliana Segre

Il Consiglio comunale di Carmagnola ha votato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.

Liliana Segre diventerà cittadina onoraria di Carmagnola

Il Consiglio comunale ha votato all’unanimità una mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria di Carmagnola alla senatrice Liliana Segre, sopravvissuta all’orrore dei campi di sterminio nazisti e oggi costretta a vivere sotto scorta per le minacce e gli insulti ricevuti online.

Un voto anche in memoria dei carmagnolesi di origine ebraica vittime della Shoah“, ha sottolineato al termine di un appassionato intervento Sergio Lorenzo Grosso, capogruppo del Movimento 5 Stelle, primo firmatario del documento.

Segre è un simbolo per tutti i popoli della Terra che lottano contro regimi autoritari“, ha aggiunto il consigliere Alberto Albani (Forza Italia), ricordando l’attuale situazione dei curdi in Turchia e quella ad Hong Kong.
Anche il Partito Democratico, sia con il segretario cittadino Federico Tosco che per bocca del consigliere Emilio Gamna, ha da subito sostenuto la mozione.

Liliana Segre -nata a Milano nel 1930 in una famiglia ebrea- è una superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana. Nel 2018 è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per meriti in campo sociale.

Espulsa da scuola a 8 anni, a causa delle leggi razziali fasciste, nel 1943 tentò la fuga in Svizzera insieme al padre. Vennero però respinti dalle autorità elvetiche e incarcerati. Il 30 gennaio 1944 venne deportata al campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau, dove venne separata dal padre, che non rivide mai più. Anche i nonni furono deportati ad Auschwitz e uccisi al loro arrivo.

Numero di matricola 75190, che ancora oggi porta tatuato sull’avambraccio, Liliana Segre fu costretta un anno ai lavori forzati; nel gennaio 1945 affrontò la “marcia della morte” verso la Germania. Fu liberata dagli Alleati il 1° maggio di quell’anno, nel campo di Malchow.
Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, fu tra i soli 25 sopravvissuti.