L’incredibile catena della solidarietà carmagnolese

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Da un messaggio su Whatsapp è nata in pochi giorni una straordinaria rete di solidarietà carmagnolese, che ha già donato al San Lorenzo e al 118 diverso materiale utile.

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Due volontarie consegnano al San Lorenzo di Carmagnola parte del materiale raccolto grazie a donazioni spontanee

Tutto ha preso il via da un messaggio su Whatsapp: “All’ospedale San Lorenzo di Carmagnola servono tante strumentazioni mediche, oltre a crema idratante per il personale (anche del 118), biro e cancelleria“. Il passaparola ha fatto il resto.

Pochi giorni fa una mia cliente mi ha contattata, chiedendomi se potevo darle una mano ad aiutare il Pronto Soccorso carmagnolese e il nostro ospedale -spiega Rosaria Calafiore, dottoressa commercialista con studio in città– Io ho rilanciato l’appello su Facebook, anche tramite la pagina dello studio, e mi sono messa a cercare tutta la cancelleria che avevo a disposizione: biro, evidenziatori, eccetera“.

Calafiore, quindi, ha messo a disposizione il suo studio ErreCi, in piazza Sant’Agostino 16 -luogo pubblico, e autorizzato a restare aperto anche dall’ultimo DPCM- come punto di raccolta di donazioni o materiale (in particolare creme idratanti, biro e pinzatrici).

Da lì è nata una incredibile catena di solidarietà, dal basso, spontanea, che pian piano ha coinvolto amici e conoscenti, che a loro volta hanno portato dentro nuove persone di tutta l’area carmagnolese.

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Alcune delle donazioni consegnate allo studio ErreCi di Carmagnola, da destinare al Pronto Soccorso del San Lorenzo

Dopo le biro, ho fatto un carico di crema idratante, arrivata tramite donazioni da diverse persone di Carmagnola, alcune anche sconosciute, e l’ho portato alla tenda di pre-triage del Pronto Soccorso del San Lorenzo -racconta ancora la commercialista carmagnolese- Intanto una mia amica da tempo, Anita Toschino, mi ha detto di aver raccolto, insieme al negozio “C’è vino e vino”, oltre 2.000 euro. Abbiamo quindi deciso di utilizzarli in parte per acquistare tute cerate bianche per il 118 e, con quello che ci è rimasto, prenderemo dei termometri a infrarossi che abbiamo trovato su internet“.

Intanto la prima cliente, quella del messaggio Whatsapp, ha trovato fondi per l’acquisto di apparecchiature sanitarie, come monitor e ventilatori.

Ora la necessità, stando a cosa mi è stato comunicato dal Pronto Soccorso, è di mascherine sanitarie omologate nonché di… pinzatrici: cercheremo di procurare anche quelle! -conclude Calafiore- La cosa positiva è che adesso questa rete di solidarietà carmagnolese è attiva e cresce di giorno in giorno: restiamo quindi a disposizione, cercando di dare una mano per quello che serve e per quello che riusciamo“.