Torna a disposizione del territorio per celebrare gli 80 anni del primo voto delle donne la mostra “Torino 1946 – 2016: settant’anni dal primo voto delle donne” a cura del pancalierese Franco Senestro.

In occasione dell’80°anniversario del primo voto delle donne in Italia, la Città metropolitana di Torino torna a mettere a disposizione del territorio una riedizione della mostra fotografica “Torino 1946 – 2016: settant’anni dal primo voto delle donne”, curata dall’archivio la Bottega del Ciabattino del pancalierese Franco Senestro.
Proprio in questi giorni il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha inviato una lettera a tutti i sindaci del territorio per illustrare la possibilità e le modalità per richiedere l’esposizione in prestito gratuito. L’esposizione, che riscosse un grande successo dieci anni fa, viene riproposta oggi per testimoniare un passaggio epocale: la partecipazione femminile al voto.
Il valore documentario della mostra è reso possibile dal prezioso lavoro del pancalierese Franco Senestro, custode e proprietario dell’archivio “La Bottega del Ciabattino“. La storia di queste fotografie è un racconto di passione e intuizione che inizia nel 1983, durante la liquidazione della storica redazione della Gazzetta del Popolo.
“In seguito alla chiusura della redazione torinese, mentre cercavamo materiali tipografici per l’attività di mio padre, chiesi di vedere l’archivio fotografico situato nel solaio” –racconta Senestro– In un armadio trovai sette scatole di negativi che il curatore fallimentare non aveva notato“.
Quel tesoro dimenticato si rivelò un patrimonio inestimabile: negativi che documentavano la vita di Torino tra il 1945 e il 1950, dai fatti di cronaca agli eventi politici, fino alle storiche immagini delle donne ai seggi il 2 giugno 1946.
Un archivio che Senestro ha poi digitalizzato e catalogato con cura, dedicandolo alla memoria del padre, uomo coraggioso che nel 1942, nella sua vera bottega da ciabattino, faceva da basista per la Resistenza.
La qualità e l’autenticità di queste immagini hanno recentemente raggiunto il grande pubblico grazie alla collaborazione con la produzione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, che ha visto le foto proprio in occasione della prima mostra.














































