Si è concluso il percorso didattico “Legalità on Air”, promosso dal Comune di Carmagnola e da Avviso Pubblico: il risultato è un podcast, realizzato dai ragazzi, in cui si parla di mafie. Il nostro video-servizio, con il dietro-le-quinte e interviste esclusive.

Rompere il silenzio, trovare le parole giuste, prendersi la responsabilità di raccontare: è da qui che nasce “Legalità on Air – Le mafie spiegate dai ragazzi”, il progetto che vede studentesse e studenti delle scuole di Carmagnola protagonisti di una serie di podcast dedicati ai temi della legalità e dell’antimafia, ora disponibili online su Spotify e Spreaker.
Il format è stato promosso dal Comune, nell’ambito delle iniziative di educazione alla legalità, in collaborazione con Avviso Pubblico, ed è realizzato da Libera Radio – Voci contro le mafie, testata radiofonica di Open Group Impresa Sociale di Bologna.
Il video-racconto di Chiara Costa
A guidare i laboratori –qui raccontati da Chiara Costa sul canale YouTube de “Il Carmagnolese”– sono stati il giornalista radiofonico Federico Lacche e Filippo Natali, media educator e tutor del progetto.
«A rompere il silenzio dell’omertà e della paura sono state le donne: mafia, camorra e ’ndrangheta hanno tremato, hanno avuto paura», spiega Lacche. Un passaggio che riassume bene il senso del percorso: dare voce, fin da piccoli, a chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
Dopo un primo momento pubblico di riflessione, il progetto è entrato nel vivo con una seconda fase di laboratori nelle scuole, coinvolgendo primarie, secondarie di primo grado e istituti superiori.
Qui i ragazzi hanno imparato come nasce un podcast: dalla scrittura del testo al sound design, dalla scelta delle musiche alla ricerca delle fonti, fino alle testimonianze dirette, cercate in rete o raccolte direttamente tra persone vicine a loro.
Ed è dalle loro voci che prendono forma le puntate. C’è chi prova a spiegare che cos’è la mafia, chi riflette sul significato dell’omertà, chi racconta storie simbolo dell’antimafia italiana. «Parlare e denunciare significa esporsi a grandi rischi. Noi ci dobbiamo ribellare», dicono i ragazzi in uno dei podcast.
Tra i temi affrontati anche quello delle ecomafie, con un’attenzione particolare al legame tra criminalità organizzata e gestione illegale dei rifiuti e a tutte le attività illegali delle organizzazioni mafiose che danneggiano l’ambiente, anche in Piemonte.
Uno dei momenti più intensi del progetto è dedicato alla figura di Bruno Caccia, il magistrato torinese ucciso dalla criminalità organizzata nel 1983, primo e unico caso del genere nel Nord Italia.
I ragazzi hanno potuto lavorare su questa storia grazie alla collaborazione di Martina Fracastoro, nipote del magistrato, che ha condiviso con loro un percorso di memoria e consapevolezza.
«Mi ha fatto molto piacere che i ragazzi realizzassero proprio un podcast, perché con questo ruolo attivo hanno una maggiore consapevolezza –racconta Fracastoro– Ma la cosa che conta di più è come questa esperienza si riflette nella vita di tutti i giorni: capire qual è la cosa giusta, anche quando è la più difficile».
L’inaugurazione del Giardino della Legalità – Video di Chiara Costa
“Legalità on Air” si inserisce nel più ampio programma del Mese della Legalità 2025, promosso dal Comune di Carmagnola con Avviso Pubblico, che a novembre ha proposto spettacoli teatrali, incontri pubblici e momenti di memoria, con l’obiettivo di costruire una cittadinanza più consapevole e capace di riconoscere i fenomeni criminali.
«Raccontare la legalità significa anche rompere il silenzio», aveva sottolineato il vicesindaco Alessandro Cammarata, spiegando come questi percorsi servano a rafforzare gli “anticorpi civici”.
E affidare questo racconto ai ragazzi, oggi, significa investire sul futuro del territorio con uno strumento, il podcast, che arriva direttamente alle persone e permette di raccontare la realtà senza filtri.










































