Portare innovazione nel mondo orafo: il caso Torino Gioielli

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Il caso di Torino Gioielli si distingue a livello nazionale in quanto unisce artigianalità e attenzione al mondo digital in un connubio perfetto.

Torino Gioielli
Torino Gioielli

Ci sono settori che, per via della loro storia lunga e importante, sembrano essere più ostici di altri quando si parla di innovazione. Uno di questi è senza dubbio il mondo della gioielleria. Si potrebbero scrivere pagine e pagine in merito alla storia di questo settore, argomento che, però, non è oggetto di questo articolo.

Nelle prossime righe, parleremo di un caso aziendale molto particolare, ossia una realtà che, attraversando i decenni, è riuscita a portare una temperie innovativa senza eguali.

Torino Gioielli: artigianalità ed e-commerce

Il caso di Torino Gioielli si distingue a livello nazionale in quanto unisce artigianalità e attenzione al mondo digital in un connubio perfetto. L’azienda, nata nel cuore del capoluogo piemontese nel lontano 1949, ha avuto la capacità di interpretare, nel corso dei decenni, il volto di un mercato in continuo cambiamento. Lo ha fatto anche rappresentando, diversi anni fa ormai, uno dei primi esempi di gioielleria artigianale con un e-commerce.

L’unicità di questo esempio è legata al fatto che, pur sbarcando nel mondo del web e scardinando di fatto l’abitudine di scegliere i gioielli solo e soltanto dal vivo (tendenza legata anche a un po’ di diffidenza), Torino Gioielli è riuscita a mantenere il carattere di realtà artigianale. A dimostrarlo ci pensa la selezione costante dei migliori orafi italiani e delle loro creazioni (p.e. quelle dei rinomati orafi di Valenza), ma anche piccole rivoluzioni come l’anello Cuntrari, un solitario con il diamante montato al contrario, una sfida all’iconografia classica che caratterizza uno dei gioielli simbolo della tradizione romantica.

I valori al centro

Oggi come oggi, nel settore della gioielleria ma non solo, gli utenti non comprano prodotti. Acquistano storie, ma soprattutto i mondi valoriali che hanno portato alla loro creazione. I grandi professionisti e artigiani valenti che sono dietro al mondo Torino Gioielli lo sanno bene e mettono ogni al centro del loro impegno il focus su valori speciali, come per esempio l’etica e la coscienza sociale.

A riprova di ciò è possibile citare la scelta di vendere da sempre diamanti non insanguinati. Quando si parla di gioielli come l’anello di fidanzamento e le fedi nuziali – che come ben si sa, si possono scegliere anche incastonate di pietre preziose – si apre immediatamente un mondo di ricordi, di sensazioni, di pienezza emotiva.

Tutto questo, per ovvi motivi, non può essere legato a qualcosa di poco etico come un diamante utilizzato per finanziare un conflitto in una zona del mondo martoriata dal punto di vista economico e sociale.

Le anime che portano avanti ogni giorno il progetto Torino Gioielli, nato da una bottega aperta a un passo dallo sfolgorante entusiasmo del boom economico e dei ruggenti anni ‘50, sono ben consapevoli di tutto ciò e, non a caso, propongono solo diamanti che rispettano il Kimberley Process, un protocollo istituito nel lontano 2003 grazie al quale è possibile avere la certezza sia della mancanza di legami tra la pietra e zone del mondo in cui imperversano conflitti, sia del fatto che, per la sua estrazione, non è stato sfruttato nessuno.

Una storia che dura da oltre 70 anni

C’è chi, sulla scia di manzoniane considerazioni, dice che il matrimonio fra tradizione e innovazione non s’abbia da fare. Il caso di Torino Gioielli smentisce tranquillamente questi luoghi comuni. Riesce anzi a ricordare che, quando si tratta di camminare su quel filo sottile che corre tra la valorizzazione di un sapere secolare e gli occhi sul futuro, gli italiani, creativi e amanti del patrimonio che rende grande il nostro Paese nel mondo, non hanno eguali a livello internazionale!