Scontro in Consiglio regionale sui fondi per la non-autosufficienza del Consorzio Cisa 31: Cera (AVS) accusa la Giunta Cirio, che respinge le critiche.

Si è accesa in Consiglio regionale del Piemonte la discussione sull’assistenza alle persone non autosufficienti, dopo l’interrogazione presentata da Valentina Cera (Alleanza Verdi Sinistra – AVS) in merito al presunto “congelamento” dei contributi destinati a 183 cittadini nei Comuni del Consorzio socio-assistenziale Cisa 31 di Carmagnola, Carignano, Castagnole Piemonte, Lombriasco, Osasio, Pancalieri, Piobesi Torinese e Villastellone.
Secondo Cera «si parla di persone fragili, di cui 56 con patologie gravissime, a cui è stato sospeso un diritto fondamentale: quello all’assistenza e alla dignità».
L’esponente di AVS ha denunciato in aula come i ritardi nei trasferimenti regionali e la mancata revisione dei fondi stiano mettendo in crisi i servizi domiciliari, «mentre la Regione destina risorse delle politiche sociali a festival e iniziative ideologiche», con riferimento diretto al festival “Samsara” svoltosi a Carmagnola nei mesi scorsi.
«È inaccettabile che, mentre le famiglie attendono i contributi per poter garantire assistenza ai propri cari, l’Assessorato al Welfare sostenga eventi ludici o pseudo-culturali -ha aggiunto la consigliera- Le persone fragili non possono aspettare».
La risposta della Giunta è stata netta: «Non risulta alcuna sospensione dei contributi. Semmai una dilazione nei pagamenti, passati da mensili a bimestrali», ha dichiarato l’assessore Maurizio Marrone in una nota, precisando anche che «le ultime tranche del Fondo nazionale per la non autosufficienza, relative all’annualità 2024, sono state tempestivamente erogate».
In particolare, ha spiegato Marrone, «la quota destinata al Cisa 31, di circa 700 mila euro, è stata somministrata dallo Stato alla Regione il 4 agosto 2025 e liquidata dalla Regione al Consorzio già il 7 agosto 2025». Da qui la conclusione: «La Regione Piemonte non è responsabile di ritardi o inattività».
Marrone ha poi attribuito le difficoltà del Consorzio a problemi interni e a scelte dei Comuni consorziati: «L’attuale impasse finanziario è da ascriversi al Cisa 31. Il bilancio di un Ente gestore socio-assistenziale si regge non solo su fondi regionali o nazionali, ma soprattutto sulle quote capitarie versate dai Comuni. In quel territorio, tali quote non sono state adeguate da anni al costo della vita».
Una spiegazione che non ha convinto l’opposizione. «È evidente che il sistema piemontese della non autosufficienza è in affanno -ha ribattuto Cera a margine della seduta- Scaricare la colpa sui Comuni non risolve i problemi delle famiglie, che oggi restano senza risposte».














































