Nelle ultime ore è montata una polemica legata a presunti maltrattamenti ai cani nelle campagne di Carmagnola, con l’assessore all’ambiente Roberto Gerbino finito al centro della bufera. Lui nega e contrattacca: «mi vogliono diffamare». “Il Carmagnolese” ha visionato il verbale (dell’anno scorso) che lo riguarda: ecco cosa si sa finora della questione.

Bufera mediatica a Carmagnola intorno alla figura di Roberto Gerbino, assessore comunale all’ambiente e agricoltore, che nelle ultime ore è finito al centro di una polemica su presunti maltrattamenti ai cani ma che subito respinge le accuse e annuncia azioni giudiziarie a propria tutela.
Tutto nasce da un’email-comunicato giunta nelle scorse ore a molte redazioni del territorio, tra cui “Il Carmagnolese” (seppur senza un’intestazione ufficiale, ma in copia nascosta), da Stop Animal Crimes Italia, Associazione con sede a Fossano, in via Madonna degli Angeli 21, presso una cascina che sorge vicino a frazione Piovani.
La mail -dal titolo “Cani nel fango e senza riparo: verbalizzato l’assessore all’ambiente di Carmagnola”– riporta in allegato anche diverse foto di animali e di guardie zoologiche intente a ispezionare luoghi in cui vengono ospitati dei cani, alcuni dei quali sporchi ma all’apparenza non in precarie condizioni di salute.

Segue il testo: «Le guardie zoofile di Stop Animal Crimes Italia a fine anno hanno eseguito nel Comune di Carmagnola dei controlli sulla detenzione dei cani e nelle sole due frazioni perlustrate (presumibilmente Cavalleri e Fumeri, forse anche le Oselle, ma il testo non le cita esplicitamente, ndr) hanno accertato la solita modalità di detenzione di cani trattati come antifurto anziché animali da compagnia e affezione».
La denuncia di Stop Animal Crimes Italia
«In un caso un cagnolino era detenuto in un corridoio di terra e fango e come cuccia una lamiera piegata a V al contrario (anche se nelle foto si vede poi una seconda cuccia sullo sfondo, ndr) e nell’altro cani detenuti tra feci e urine; in un terzo controllo le guardie hanno trovato un cane detenuto in un recinto senza idoneo riparo, con paglia dentro e fuori la cuccia mista a terra ricettacolo di batteri, ciotole rovesciate, rifiuti e tane di ratti qua e là nel box», prosegue il comunicato dell’Associazione.
Qui scoppia la “bomba”: «All’atto della verbalizzazione del sopralluogo gli agenti zoofili prendevano atto che il proprietario del cane (presumibilmente l’ultimo di cui si parla nell’elenco precedente, ndr) era l’Assessore all’Ambiente del Comune di Carmagnola, che sottoscriveva il verbale di sopralluogo».

Quindi l’aggiunta, che unisce tutti i casi riportati senza specificare i vari destinatari di diversi messaggi: «Nei casi attenzionati i proprietari venivano diffidati dal detenere i cani in condizioni di isolamento, in condizioni igieniche insalubri e privi di idoneo riparo».
Segue, inoltre, un ulteriore attacco, neanche troppo indiretto, all’Amministrazione Gaveglio di cui lo stesso Gerbino fa parte: «In alcuno di questi luoghi erano passate le guardie zoofile convenzionate con il Comune, ragione per cui l’Ente Stop Animal Crimes Italia ha inviato al Sindaco di Carmagnola una nota in cui chiede di valutare l’adozione di provvedimenti verso chi dovrebbe rappresentare la tutela degli animali e l’osservanza delle leggi a loro tutela ovvero accertamenti sull’operato delle guardie zoofile convenzionate», prosegue testuale l’email giunta in redazione.
Il testo include quindi riflessioni, più che condivisibili, sulle modalità di gestione di un cane, ricordando che «l’isolamento incide sulla sua emotività, rendendolo infelice in
quanto privo di quei rapporti sociali fondamentali per la sua etologia» e che «confinarlo
lontano da noi significa tradire la sua incondizionata fiducia!».
E si conclude con l’affermazione che Stop Animal Crimes Italia continuerà “a vigilare e denunciare casi analoghi […] ma soprattutto a riconoscere in cani detenuti lontano dai proprietari condotte illecite, procedendo al loro deferimento all’Autorità Giudiziaria“, con un invito fornire aiuti concreti all’Associazione stessa e a diventare guardia zoofila.

La replica di Gerbino: «mi vogliono diffamare»
Il “caso” -seppur riferito a un controllo risalente a oltre un mese fa– è finito rapidamente sulle pagine di alcune testate online, che hanno dato immediato risalto mediatico alla vicenda, sposando appieno (e, spesso, esclusivamente) la versione fornita dall’Associazione, in alcuni casi senza neppure contattare lo stesso Gerbino per il cosiddetto “diritto di replica”.
In un caso, addirittura, è comparso un fotomontaggio con la faccia dell’assessore posizionata davanti ad alcuni cani bianchi ritratti in una delle foto-denuncia inviate da Stop Animal Crimes Italia.
Da qui il contro-comunicato stampa di risposta da parte del diretto interessato: «Sono stato interessato da una campagna mediatica diffamatoria che ha fatto emergere una situazione di maltrattamento di animali che non mi riguarda. Le foto che girano sui social frutto di scadenti fotomontaggi, abbinano una mia immagine con cani e luoghi che non sono di mia proprietà».
Gerbino specifica quindi che l’unico cane in suo possesso è Pluto («nero come il carbone, attivo e sempre pronto al gioco, di sei anni, regolarmente microchippato e con l’analisi del DNA effettuata»), allegandone foto, e conclude dichiarando di valutare «azioni legali nei confronti di chi ingiustamente mi sta diffamando».
Cosa riporta il verbale notificato all’assessore di Carmagnola riguardo i suoi cani?
“Il Carmagnolese“, per approfondire e chiarire meglio la vicenda, ha quindi contattato Stop Animal Crimes Italia, rispondendo all’email ricevuta e chiedendo di poter visionare il citato verbale, ma senza ottenere risposta.
Venuta ugualmente in possesso di copia del verbale, la nostra Redazione ha quindi potuto accertare la reale prescrizione riportata a carico dell’assessore Gerbino: si parla esclusivamente di un adeguamento del box alle misure di legge e di prevedere idonea copertura.
Nel documento ufficiale -firmato dalle guardie zoofile Guarino e Contestabile e riferito a un controllo svolto il 20 dicembre 2025 tra le 13:10 e le 13:30- non è presente alcun riferimento a isolamento o condizioni igieniche insalubri, così come alla presenza di fango, feci, batteri, rifiuti e tane di ratti, come invece riportato nel “comunicato” inviato ai giornali, che -alla luce del verbale- appare ora quanto meno approssimativo e mal strutturato.
Una domanda finale, infine, riguarda le ragioni della presenza di Stop Animal Crimes Italia a Carmagnola e nel Torinese, vista anche l’intestazione stessa del verbale, che parla di “Servizio di vigilanza zoofila Savona e Provincia”. Anche su questo la nostra testata ha interpellato i diretti interessati ed è in attesa di risposta.











































