La sindaca di Vinovo Maria Grazia Midollini ha annunciato le dimissioni dalla carica “a causa della grave crisi interna alla Maggioranza“. La decisione diventerà effettiva tra tre settimane.

La sindaca di Vinovo Maria Grazia Midollini, eletta poco più di due anni fa al primo turno, ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica: la decisione diventerà effettiva e non più revocabile dopo che saranno trascorsi 20 giorni dalla formale presentazione dell’atto al Consiglio comunale.
La scelta, comunicata nella giornata di ieri, è maturata a causa del progressivo deterioramento del dibattito interno alla Coalizione di governo della città.
Negli ultimi mesi, il confronto politico si era infatti trasformato in uno scontro costante, segnato da veti incrociati, pretese di ruoli disattese, dimissioni di consiglieri prima annunciate e poi ritirate, e la successiva uscita di alcuni membri dalla Maggioranza.
A questo quadro si sono aggiunte le dimissioni di due assessori, dinamiche che hanno frammentato il gruppo originario e azzerato la coesione necessaria per governare, allontanando l’attenzione dall’Amministrazione del territorio.
La sindaca, dopo circa due anni e mezzo di mandato, ha definito questa decisione «dolorosa ma indispensabile per restituire serenità e trasparenza alla gestione pubblica, rimettendo i bisogni del paese al centro dell’azione amministrativa».
Midollini ha espresso la sua gratitudine verso i consiglieri e gli assessori rimasti fedeli agli impegni elettorali, oltre che verso il segretario e i dirigenti comunali per il supporto burocratico.
Nel riconsegnare il mandato al Consiglio e alla cittadinanza, si riserva la facoltà di valutare un eventuale ritiro delle dimissioni entro i tempi previsti dalla legge, e ha incaricato il segretario comunale di notificare formalmente la decisione all’aula e al Prefetto.
Parallelamente, secondo il Partito Democratico di Vinovo, che interviene dalla prospettiva dell’opposizione, gli attacchi più duri rivolti alla sindaca in questo periodo di profonda crisi istituzionale provengono paradossalmente proprio da coloro che fino a poco tempo fa facevano parte della sua stessa lista di governo e ne condividevano le responsabilità politiche.
Secondo l’analisi dei Democratici, il principale errore politico attribuibile alla sindaca è stato un grave difetto di valutazione: l’aver concesso una fiducia incondizionata a collaboratori e alleati senza attivare i necessari controlli e senza verificare a fondo le dinamiche interne, confidando erroneamente che la buona fede bastasse a garantire la stabilità della Giunta.
Pur riconoscendo questa colpa come una grave mancanza di giudizio politico, il PD precisa che la responsabilità del fallimento non può essere scaricata interamente sulla Prima cittadina, poiché la situazione è il risultato delle azioni di più soggetti.















































