Agricoltura ed emergenza Covid-19, parola a Coldiretti e Confagricoltura

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Le associazioni di categoria agricole Coldiretti e Confagricoltura Piemonte intervengono, con due proposte differenti, sul tema dell’agricoltura in periodo di emergenza Covid-19.

agricoltura Covid Piemonte

Agricoltura in tempi di Covid-19: da Coldiretti e Confagricoltura Piemonte due proposte.

Coldiretti propone “Job in Country, una struttura di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, che offre a imprese e lavoratori uno strumento e un luogo di incontro, in un momento in cui tale necessità è urgente.

Job in Country, autorizzata al servizio di intermediazione della manodopera dal Ministero del Lavoro, si pone l’obiettivo di far incontrare nei singoli territori i bisogni delle aziende in cerca di manodopera con quelli dei cittadini che aspirino a nuove opportunità di inserimento lavorativo, in un quadro di assoluta trasparenza e legalità -spiegano da Coldiretti Piemonte- E’ un servizio che accorpa un efficiente sistema informatizzato e un accompagnamento con assistenza personalizzata per ogni utente“.

Confagricoltura Piemonte chiede invece di sostenere i giovani agricoltori, in quanto il settore primario può contribuire a contrastare la disoccupazione

La crisi che si generando a causa dell’emergenza Covid-19 corre il rischio, secondo le stime dei più autorevoli centri di ricerca economica, di provocare un calo del prodotto interno lordo del 19% e un’esplosione della disoccupazione che per fine anno è prevista attorno al 9% -dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia- Sono dati preoccupanti, che devono indurci a individuare misure straordinarie per favorire nuove opportunità di lavoro. È per questo che torniamo a chiedere alla Regione di utilizzare le economie che si stanno generando nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale per finanziare tutte le domande in graduatoria dei giovani che hanno aderito al bando 4.2.1 dell’anno 2016 relativo agli investimenti aziendali“.

Per Confagricoltura si tratta di investimenti in larga parte già realizzati in autofinanziamento e perciò immediatamente collaudabili e pagabili, che determinerebbero tra l’altro un rapido incremento delle performance di spesa del PSR.