Al Castello di Racconigi concluso il progetto “Storie di scatti”

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Si è concluso nei giorni scorsi il progetto “Storie di Scatti, memorie di luoghi, connessioni fotografiche al Castello di Racconigi”, per la conservazione delle fotografie storiche.

Castello di Racconigi "Storie di scatti"
Stampa raffigurante il Ponte Chanca della linea ferroviaria di Pua a Traiguen (Cile) costruita nel 1921 dalla Società Italiana Costruzioni F. Corte & C., tratta dall’album fotografico donato a Umberto di Savoia in occasione del viaggio da lui compiuto in Sudamerica nel 1924. Castello di Racconigi, album n. 18.

La Direzione Regionale Musei del Piemonte informa che si è concluso il progetto “Storie di scatti, memorie di luoghi, connessioni fotografiche al Castello di Racconigi“, risultato tra i vincitori dell’avviso pubblico Strategia Fotografia 2020.

Sotto il coordinamento di Alessandra Giovannini Luca, già responsabile delle collezioni e dal novembre scorso direttrice del Castello, e Roberta Bianchi, responsabile del Laboratorio di restauro della Direzione regionale Musei, sono stati realizzati interventi di conservazione, catalogazione e digitalizzazione su oltre 2.700 scatti, suddivisi in 43 album databili tra il 1890 e il 1940, riferibili a paesi extraeuropei, dall’Uzbekistan all’Egitto, dal Sudamerica all’Afghanistan, dalla Palestina alla Turchia, dalla Tunisia al Giappone.

Si tratta di fotografie organizzate come cronache di viaggio o souvenir fotografici, nella maggior parte dei casi ricevute in dono dagli ultimi due re d’Italia, Vittorio Emanuele III e Umberto II.

Daniela Giordi e Silvio Ortolani della ditta Sisho fotografia & archivi hanno restaurato sia le stampe fotografiche, nella loro varietà tecnica ed esecutiva, sia gli album che le raccolgono, eterogenei per materiali e lavorazione –fanno sapere dalla Direzione Regionale Musei- L’intervento è consistito nella pulitura a secco dei supporti cartacei e delle stampe fotografiche e fotomeccaniche, nel risarcimento delle carte, delle interfoliazioni e delle fotografie. Sono state restaurate anche le copertine degli album, alcune morbide in cartoncino o in pelle con foderatura interna in raso e altre rigide con anima in cartone o legno foderato con pelle, similpelle o seta”.

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La campagna di catalogazione è stata svolta da Tullia Garzena, storica dell’arte specializzata in storia della fotografia, con la supervisione scientifica di Pierangelo Cavanna, tra i maggiori esperti di questo ambito disciplinare in Italia. Le ricerche e gli approfondimenti così effettuati hanno permesso di precisare le vicende legate alla produzione e alla circolazione delle immagini, confermando la straordinarietà del repertorio visivo custodito nella raccolta fotografica del Castello di Racconigi, una fonte significativa per la conoscenza di luoghi, costumi, fatti storici e consuetudini socio-culturali.

Di diversi album è stato individuato l’autore, come quelli con le fotografie scattate a Tripoli da Luigi Costa e a Toledo, in Sudamerica, da José Vera Costa, mentre per altri è stata definita la datazione, come per la serie relativa all’Afghanistan e al Kirghizistan risalente al periodo 1923-1928. È stato, inoltre, possibile riconoscere persone e luoghi immortalati nelle fotografie: volti, personaggi, infrastrutture urbane e monumenti storici hanno ritrovato un’identità precisa tra eventi istituzionali e istantanee di vita privata.

Le schede degli album possono essere consultate liberamente sul Catalogo generale dei Beni Culturali a questo link.

L’accurato lavoro di digitalizzazione eseguito, in parallelo alle operazioni conservative, sull’intero nucleo oggetto dell’intervento consentirà di sviluppare nei prossimi mesi un percorso di fruizione digitale online di alcuni album.

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