Lo storico pastificio Berruto di Carmagnola annuncia la nascita dell’innovativa “pasta tessile”: la semola, unita alla canapa, diventa una fibra per la Moda sostenibile “a km zero”.

Dalla tradizione alimentare all’innovazione nel campo della Moda sostenibile, sfruttando prodotti e know how a chilometri zero: è questa l’idea alla base di “Pasta Tessile”, il nuovo progetto sviluppato a Carmagnola da Pasta Berruto, storica realtà piemontese, che annuncia di aver messo a punto una fibra innovativa ottenuta dalla lavorazione della semola unita a un’altra secolare eccellenza del territorio carmagnolese, la canapa.
Il risultato è un materiale sorprendente: una fibra ibrida, pensata per coniugare sostenibilità, resistenza e versatilità, con un’attenzione particolare al mondo dell’abbigliamento attento all’ambiente.
«I primi prototipi mostrano tessuti dalla texture naturale, dai toni caldi e materici, capaci di richiamare sia l’artigianalità delle fibre vegetali sia una certa “ruvidità elegante” tipica delle lavorazioni più autentiche», spiega Stefano Ceppi, responsabile comunicazione di Pasta Berruto.
Secondo quanto comunicato dal pastificio di via Sommariva, il progetto è nato all’interno del reparto Qualità & Design aziendale, grazie a uno studio congiunto con realtà rappresentative dell’eccellenza tessile di Chieri, territorio da sempre vocato a questo settore.

«Una contaminazione che, nelle intenzioni, punta anche a dare nuova vita a storiche filiere produttive, reinterpretandole in chiave contemporanea», sottolinea Ceppi.
Non si tratta, però, di un esercizio concettuale: la fibra derivata dalla semola -in particolare dai cosiddetti “sfridi”, ovvero gli scarti di lavorazione della pasta, con cui finora veniva prodotta la birra– promette infatti caratteristiche tecniche interessanti, tra cui una buona traspirabilità e una resistenza strutturale che la renderebbe adatta alla realizzazione di capi di abbigliamento di ottimo qualità.
Tra i segmenti di mercato potenzialmente interessati alla nuova fibra messa a punto dai Berruto Lab, vi sono ad esempio i produttori di abbigliamento da arrampicata e da sci, per la pesca sportiva, nonché di indumenti da lavoro.
Alcuni esperti del settore -a partire dal celebre influencer sanremese William Lanzardo– parlano anche già di possibili applicazioni nel design d’interni e nell’arredamento leggero, così come nel settore Outdoor.
Il debutto ufficiale del progetto -con una campagna di comunicazione affidata all’agenzia carmagnolese Soirëe Entertainment, on air da oggi- ha già attirato l’attenzione di stilisti, designer e addetti ai lavori, incuriositi da una proposta che sembra muoversi sul confine tra innovazione tecnologica e provocazione creativa.
Del resto, non è la prima volta che il mondo della Moda guarda al cibo come fonte di ispirazione, anche se finora tale legame era rimasta a livello concettuale e non strutturale: che il pastificio Berruto di Carmagnola abbia davvero pescato un asso vincente?













































