Carmagnola lancia il crowdfunding per la chiesa di Sant’Agostino

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Mercoledì 29 gennaio in biblioteca il Comune di Carmagnola presenta la nuova campagna di crowdfunding civico per sostenere il restauro della chiesa di Sant’Agostino.

Chiesa Sant'Agostino crowdfunding Carmagnola foto Angelo Miele Wikimedia Commons
Foto di Angelo Miele – Wikimedia Commons

L’Amministrazione carmagnolese presenta, mercoledì 29 gennaio alle 20:30 nella sala Solavaggione della biblioteca civica (via Valobra 102), la nuova campagna di civic crowdfunding ideata per riaprire al pubblico la chiesa di Sant’Agostino, monumento nazionale attualmente inaccessibile per motivi di sicurezza.

Un primo passo verso il recupero di un importante patrimonio della città piemontese e del nostro Paese“, commentano dal Comune.
La campagna sarà online, a partire dal giorno stesso della presentazione, sulla piattaforma DeRev all’indirizzo www.derev.com/carmagnola-santagostino.

Abbiamo deciso di intraprendere un’iniziativa importante per la nostra città, che riguarda la salvaguardia e il recupero di un nostro grande bene comunecommenta il sindaco, Ivana Gaveglio– Il civic crowdfunding è uno strumento per raccogliere fondi online atti a finanziare opere e progetti pubblici da parte dei cittadini stessi e di tutti coloro che intendono condividere i fini del progetto. Raggiungendo l’obiettivo, l’Amministrazione Comunale potrebbe avviare i lavori per la messa in sicurezza della chiesa, attraverso il posizionamento di reti protettive poste al di sotto dei soffitti, e aprire la chiesa di Sant’Agostino alla collettività“.

La campagna è stata abbinata anche a una nuova pagina Facebook dedicata, visitabile all’indirizzo https://www.facebook.com/riapriamoinsiemesantagostino.
Per ulteriori informazioni, contattare l’Ufficio Ricerca Fondi del Comune, al numero 011-9724240 o attraverso posta elettronica all’indirizzo ricercafondi@comune.carmagnola.to.it.

La chiesa di Sant’Agostino e il suo campanile sono stati dichiarati Monumento Nazionale con vincolo monumentale attribuito attraverso nota Ministeriale del 6 aprile 1910 e sono inaccessibili al pubblico dal 2014 per motivi di sicurezza.

Edificata tra il 1406 e il 1437 con abside, lato est e campanile di marcata connotazione gotica, l’interno presenta evidenti sovrapposizioni barocche e la facciata, già modificata nel XVI secolo, è attualmente quella ridisegnata dai restauri del 1835, con due trofei in muratura dedicati al santo titolare e a Francesco Bussone.
Di gran pregio sono il coro ligneo quattrocentesco, restaurato nel 1999, e l’altare maggiore realizzato nel 1612 in marmo scolpito con intarsi in marmi policromi e bronzo dorato, sormontato da un baldacchino barocco e circondato da una ricca balaustra di marmi.

Della costruzione originale si sono conservati l’abside pentagonale e il campanile a monofore, alto 45 m, diviso in sei piani e concluso da una cuspide ottagonale alta 13 m, rivestita da mattoni a unghia di cavallo e ornata alla base da quattro pinnacoli.
L’interno è stato alterato dai rimaneggiamenti del XVII e XIX secolo, quando fu aggiunta una quarta navata e allestite una serie di cappelle, nonostante sia ancora leggibile la struttura gotica a tre navate su colonne a fascio.

Sulle pareti si possono ammirare resti di affreschi quattro/cinquecenteschi, cui si sono sovrapposti gli altari barocchi. Risalgono al 1555 l’organo con registri a funzione timbrica (attualmente non funzionante) e la spaziosa cantoria in stile rinascimentale.
La chiesa si inserisce in un complesso, già convento degli Agostiniani, di cui un’ala fu abbattuta nel XIX secolo per ricavare l’attuale piazza Berti.
La parte superstite dell’antico convento è ora sede del liceo Baldessano, mentre l’edificio ottocentesco sorto a delimitare piazza Berti non è al momento utilizzato.