I residenti di via Rio Tercero, a Carmagnola, segnalano nuove presenze nell’area dell’ex campo nomadi, sgomberato a marzo, e temono il ritorno del degrado. La sindaca Gaveglio rassicura: «la situazione è monitorata, presto un incontro con la popolazione».

A pochi mesi dallo sgombero dell’ex campo nomadi di via Rio Tercero, avvenuto lo scorso marzo, alcuni residenti segnalano la presenza di persone nell’edificio rimasto in piedi, temendo che possano ripresentarsi i problemi igienico-sanitari che per anni hanno caratterizzato l’area nella parte nord di Carmagnola, nei pressi della ferrovia.
«Da qualche settimana vi sono nuovamente delle presenze all’interno della struttura verde fatiscente che non è stata abbattuta», scrive un abitante della zona in una lettera alla Redazione, lamentando odori sgradevoli, immondizia sparsa e la presunta assenza di servizi igienici.
La sindaca Ivana Gaveglio, interpellata da “Il Carmagnolese“, sottolinea come lo sgombero abbia riguardato la parte occupata abusivamente su suolo pubblico, dove all’epoca erano presenti importanti criticità igienico-sanitarie.
L’intervento, concordato con la Prefettura, ha comportato la rimozione dei rifiuti e la chiusura dell’area pubblica, oggi resa inaccessibile attraverso un solco. È stato inoltre chiuso il passo carraio non autorizzato.
Rimane però la questione dell’edificio privato, condonato (motivo per cui non è stato abbattuto, non essendo abusivo) seppur privo di agibilità: i proprietari hanno avviato una pratica per regolarizzare la situazione, compresi gli aspetti relativi agli scarichi fognari.
«L’accesso pedonale deve essere garantito per raggiungere l’abitazione di proprietà», spiega Gaveglio, precisando che proprio questo elemento spiega perché, nonostante lo sgombero, non sia stato possibile impedire qualsiasi ingresso alla struttura. «Inoltre, la mancanza di agibilità non comporta automaticamente l’allontanamento di chi ci vive», precisa.
Attualmente, secondo i dati comunali, risultano residenti nell’immobile due persone, contro i diversi nuclei famigliari presenti in passato, compresi minori e anziani.
La situazione, assicura la sindaca, è monitorata costantemente per evitare che si ripetano le condizioni precedenti. «Per ora abbiamo risolto le criticità igienico-sanitarie, dopo una situazione che si trascinava da dieci anni», sottolinea.
Gaveglio annuncia quindi l’intenzione di organizzare un incontro con i residenti per aggiornarli sugli interventi effettuati e sui prossimi passaggi. E conclude: «capisco le preoccupazioni di chi vive in zona, vista la situazione pregressa, ma sottolineo anche come un’Amministrazione sia tenuta a seguire tutti i passaggi previsti dalla legge. Esorto anche i carmagnolesi a non vendere immobili privati ad acquirenti potenzialmente problematici perché, a fronte di una entrata diretta derivante dalla vendita, è praticamente certa una spesa a carico della collettività molto maggiore».
Per la demolizione delle opere abusive e la bonifica con rimozione dei rifiuti il Comune ha speso circa 46 mila euro, grazie anche a finanziamenti ministeriali. L’Amministrazione punta ora a recuperare la somma dai responsabili degli abusi, attraverso procedure già avviate.
Un’ulteriore riqualificazione dell’area pubblica, destinata a servizi, dipenderà invece dalla disponibilità di nuove risorse: il progetto prevede l’installazione di una recinzione e la piantumazione di alberi e piante.















































