Nuova polemica in Consiglio comunale a Carmagnola: il centrosinistra critica la nuova viabilità nella zona ex Teksid; la replica di Cammarata.

Dopo le critiche lanciate nelle scorse settimane dall’ex sindaco Angelo Elia, prosegue in Consiglio comunale la polemica del centrosinistra nei confronti della nuova viabilità nella zona ex Teksid di Carmagnola, inaugurata il mese scorso.
«Questo asse viario offre un percorso più diretto tra il casello, con la zona industriale, e l’asse di via Chieri, verso Torino, non solo per la mobilità cittadina ma anche per il traffico di attraversamento», hanno scritto i consiglieri di PD e Carmagnola Civica in un’interpellanza.
Due i timori principali esplicitati dagli esponenti di minoranza: un aumento dei passaggi, anche di mezzi pesanti, a Salsasio e il rischio aggiuntivo di tir che possono restare “incastrati” nel sottopasso di via Rubatto.
Da qui le richieste all’Amministrazione: fare uno studio dei nuovi volumi di traffico e mettere in atto interventi di mitigazione, oltre a far rispettare la “storica” ordinanza Elia contro i Tir.
«Si tratta di un intervento presente sulla carta da vent’anni, che ora è stato finalmente realizzato -ha esordito nella sua replica il vicesindaco Alessandro Cammarata, assessore ai lavori pubblici- Imbarazzante che qualcuno se ne accorga adesso».
Cammarata vede il bicchiere mezzo pieno: «non capisco perché dovrebbero aumentare i mezzi che transitano in Salsasio: cosa cambia che passino da via Rubatto o dal cavalcaferrovia? -è il suo ragionamento- Sicuramente, invece, con questa nuova viabilità, almeno, evitiamo che facciano un pezzo di via Poirino e il primo tratto urbano di via Torino, sul quale insistono peraltro l’asilo nido e una scuola».
Sulla questione del sottopasso, il vicesindaco è categorico: «In trent’anni quella struttura non ha mai dato problemi in tal senso, pur essendo già ampiamente sfruttato anche dai mezzi pesanti».
Una risposta che non ha convinto Paolo Sibona, capogruppo del PD: «questa viabilità “interna” alla città è stata progettata a supporto della tangenziale, ma non può esserne considerata un’alternativa. Senza una circonvallazione, non ha senso», ha sottolineato.
Aggiungendo: «Non dimentichiamo che via Chieri, ovvero la ex statale 393, è stata indicata dalla Città metropolitana di Torino come l’arteria più rischiosa di tutto il territorio comunale sul fronte-incidenti. Non può diventare la strada su cui far confluire sempre più mezzi».













































