Sabato 17 e domenica 18 ottobre sono in programma aperture straordinarie a Villa Passatempo, con visite guidate dagli stessi padroni di casa.

Dalle ore 10 alle ore 18 di sabato 17 e domenica 18 ottobre la famiglia Folonari apre Villa Passatempo di Chieri, un gioiello con quattro secoli di storia, ai visitatori.
La scoperta delle sue sale arredate, guidata dagli stessi padroni di casa, racconta l’eleganza e l’orgoglio della nobiltà sabauda e le trasformazioni portate nei secoli successivi dalle personalità che l’hanno amata. Un percorso piacevole fra storia, retroscena, ricordi di famiglia, oggetti particolari e figure come la contessa di Verrua, che fece perdere la testa al duca Vittorio Amedeo II, oppure il marchese Giuseppe Folonari, pioniere del volo che atterrava con il suo De Havilland sulla radura fra le piante secolari.
Il tour inizia con l’ingresso dal parco all’inglese: querce, platani giganteschi, una sequoia americana e un poderoso cedro del Libano, che misura sette metri di circonferenza ed è sopravvissuto più volte ai colpi dei fulmini. Dal parco si apre la vista sulla preziosa facciata della villa, perfetto esempio di gusto neoclassico: volumi simmetrici e misurati, il timpano con lo stemma dei San Martino della Motta e le rampe contrapposte che salgono al piano nobile.
La scoperta degli interni comincia dal luminoso Salone d’Onore con il camino rivestito di ceramiche antiche, la fontana di marmo e un pezzo unico: un maestoso altorilievo ligneo con le scene della Battaglia di Vienna che nel 1683 fermò i Turchi. La Sala da Pranzo espone il servizio di Limoges donato dalla Francia alla Regina Elisabetta d’Inghilterra durante la sua prima visita a Versailles nel 1957. Una seconda sala mostra le porcellane Meissen dal celebre “decoro a cipolla”. E ancora la Sala del Biliardo con una suggestiva collezione di samovar; la Galleria arredata da specchi e sculture; la neogotica Stanza del Trono dalla volta blu notte e le boiserie intagliate. Alla Sala del Sapere, con i trompe l’oeil degli scienziati classici e moderni, fa da contraltare la Camera della Fede, che custodisce la piccola collezione di reliquie e le fotografie con dediche autografe dei papi Benedetto XV e Paolo VI.
Intanto, lungo le pareti scorrono i ritratti delle personalità che qui hanno dimorato, alcune avventurose come il marchese Folonari, che per primo seguì la Mille Miglia dal cielo con il suo velivolo. Di sala in sala si dipana un vero viaggio nel tempo e nel costume, lasciandosi incuriosire dagli oggetti come la culla barocchetta piemontese del 1700; il tantalus francese Art Dèco che teneva i liquori esposti ma sotto chiave; la consolle in pietra decorata con i legni agatizzati, moda sabauda nel ’7-‘800; il samovar della casa imperiale russa, il cui gemello è al Metropolitan Museum of Art di New York. E ancora le statuette di elefanti africani e indiani, dono dei missionari sostenuti dalla famiglia; il trofeo che celebra il primo Giro Aereo d’Italia nel 1931.
Villa Passatempo racconta l’epoca d’oro di Torino giovane capitale sabauda. Dal 1563, quando il duca Emanuele Filiberto si trasferisce da Chambery, la città fiorisce in riva al Po. Raccoglie tutte le figure di una giovane corte europea: servono funzionari, uomini di legge, militari, prelati e via via i mercanti, gli artigiani, la servitù indispensabili ai loro bisogni e ai loro piaceri. Chi sale sulla scala sociale deve ostentare il successo e da fine ’500 gode di massima reputazione chi si costruisce una dimora munita di boschi e vigneti. Qui si villeggia sfuggendo all’afa, si organizzano feste esclusive, si fugge dalle epidemie di peste e colera. Così, nei due secoli seguenti vigne e ville colonizzano la collina. Passatempo ne è uno degli esempi più raffinati.
La volle Augusto Manfredi Scaglia conte di Verrua nell’ultima decade del 1600. Era colonnello dei Dragoni e diplomatico del duca Vittorio Amedeo II. Ma la villa esprime soprattutto il gusto della moglie Jeanne Baptiste Luynes, una delle donne più belle e intelligenti del suo tempo, figlia di un pari di Francia. Lei aveva 13 anni quando divenne la contessa di Verrua e ne aveva una ventina quando cedette alla corte di Vittorio Amedeo II; una passione accesa al punto da fargli congedare tutte le altre amanti.
Lo storico Michele Bosso scrive che i pecettesi raccontano di un principe in sella a un cavallo bianco, che saliva da Torino all’Eremo e poi raggiungeva ’L Pasatemp. Era Vittorio Amedeo. Lo si rivedeva di passaggio a Pecetto la mattina successiva; faceva sosta all’Eremo dei Camaldolesi per rigenerarsi l’anima confessandosi da un frate e lasciando un’offerta commisurata al peccato. Ma una mattina di ottobre del 1699 Jeanne Baptiste fuggì su una carrozza colma di gioielli e regali avuti dal duca e dagli altri suoi ammiratori. Tornò in Francia, lasciando con il marito le figlie Anna Maria e Margherita. È a loro e alle discendenti che la villa deve il proprio nome completo: “Passatempo delle Dame di Verrua”.
Il suo fondatore Augusto Manfredi la godette per poco: morì nel 1704 nella battaglia di Hochstadt. L’ultima erede di casa Verrua sposò il conte Carlo San Martino della Motta. Fu lui a dare la seconda impronta alla villa a inizio 1800, investendo un patrimonio per renderla attraente e ben attrezzata. Trasformò il parco dalla moda italiana a quella inglese. Sopraelevò il corpo centrale per alloggiare la servitù e sulla facciata volle un timpano dove campeggiasse lo stemma di famiglia. È uno stemma speciale: le cinque frecce sono privilegio di pochissime famiglie piemontesi, indicano di discendenza diretta da Arduino d’Ivrea, re d’Italia otte secoli prima. Con l’estinzione del casato dei San Martino della Motta, la villa passò in eredità ai conti Balbo Bertone di Sambuy e poi al barone Romano Gianotti, di cui gli attuali proprietari sono discendenti. Un bene storico che custodiscono e che in queste occasioni amano condividere in tutta la sua bellezza.
La villa si trova sulle colline fra Chieri, Pino e Pecetto Torinese, facilmente raggiungibile in strada del Passatempo 8 (la strada provinciale 123), con parcheggio gratuito all’interno. Il costo per l’ingresso è di 10 euro (ridotto 5 euro per bambini di 4-10 anni). È disponibile anche un punto ristoro. Per informazioni è possibile contattare l’indirizzo email villailpassatempo@gmail.com.













































