“A prima vista”: l’Unione Ciechi va nelle scuole

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Si è svolto ieri a Carmagnola il primo appuntamento di un progetto per far conoscere la vita di ciechi e ipovedenti agli studenti delle primarie e secondarie del torinese.

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Ha preso il via ieri da Carmagnola il progetto “A prima vista”, realizzato dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) di Torino nell’àmbito di un bando indetto dal Consiglio regionale del Piemonte.

L’obiettivo dell’iniziativa è far conoscere la vita delle persone cieche e ipovedenti agli allievi delle scuole primarie e secondarie della Provincia di Torino, tramite lezioni interattive, incontri con le persone con disabilità, laboratori ed esperienze pratiche, che consentano di mettersi per qualche istante nei panni di chi non vede o vede poco.

Commenta il presidente UICI Torino, Franco Lepore: «Da tempo proponiamo nelle scuole progetti di questo genere e i risultati sono sempre apprezzabili. I ragazzi rispondono con curiosità e interesse, ponendo domande talvolta inaspettate e sempre stimolanti. Siamo convinti che questi percorsi siano utili per gli studenti, poiché li rendono fin d’ora più disponibili e meno diffidenti verso i loro compagni con disabilità visiva e offrono loro un bagaglio di esperienza che li aiuterà anche nel futuro».

«Ovviamente l’obiettivo non è quello di trattare in modo esauriente tutti i temi legati alla disabilità visiva, ma piuttosto si vuole abbattere un primo muro, aiutare gli studenti ad aprire gli occhi su una realtà poco conosciuta e, proprio per questo, spesso guardata con diffidenza o filtrata da vecchi stereotipi», aggiungono dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Le mattinate di sensibilizzazione in aula sono strutturate in diversi momenti, a partire dalla definizione stessa di disabilità visiva, nei suoi vari aspetti. I ragazzi scoprono, ad esempio, che le parole cieco e ipovedente non sono sinonimi.
Si prosegue, quindi, con le testimonianze di una o più persone con disabilità visiva, che mettono a disposizione degli studenti la loro esperienza di vita, a partire dagli aspetti più pratici e quotidiani.
Infine è prevista una formazione sulle tecniche più efficaci per accompagnare una persona non vedente, ad esempio quando la si incontra per la strada.

«Viene poi il momento di imparare “sul campo”, attraverso i laboratori, nel corso dei quali i vari gradi della disabilità visiva vengono simulati indossando bende od occhialini che limitano l’acuità e il campo visivoproseguono dall’AssociazioneIn tal modo gli studenti provano a muoversi nello spazio usando gli ausili delle persone cieche e ipovedenti, come il bastone bianco. E ancora, un capitolo a parte viene dedicato ai cani guida, sempre presenti agli incontri: è quanto mai importante, infatti, che i cittadini, fin da giovanissimi, conoscano e rispettino questi animali, insostituibili compagni di vita per chi non vede, e siano informati sulle normative di riferimento, che consentono loro l’accesso in qualsiasi luogo pubblico».

La mattinata si conclude con una panoramica sugli strumenti informatici a sostegno della disabilità visiva e su alcuni sport accessibili a chi non vede, oltre a lasciare spazio a domande e curiosità.