Coldiretti chiede la riduzione dei divieti per gli abbruciamenti

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Abbruciamenti: Coldiretti chiede alla Regione Piemonte di ridurre il periodo di divieto di bruciare materiale vegetale dal 15 dicembre al 31 marzo.

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Coldiretti richiede la revisione, da parte della Regione Piemonte, della normativa sugli
abbruciamenti, a beneficio di molti comparti del settore primario.

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, dichiara: «Il rispetto dell’ambiente viene prima di tutto, ma spesso si dimenticano gli impatti di determinati provvedimenti sulle produzioni agricole che caratterizzano numerose aree del territorio piemontese e che, rappresentando un’eccellenza del Made in Piemonte e, non va mai dimenticato, costituiscono una significativa fonte di reddito per il settore primario come per l’economia della nostra regione».

Il presidente della Coldiretti torinese precisa: «Per gli abbruciamenti di materiale vegetale, fondamentale per l’agricoltura e senza ripercussioni gravi sulle emissioni, in Piemonte oggi il divieto si estende dal 1° novembre fino al 31 marzo: un periodo che Coldiretti ritiene estremamente ampio, tale da non permette di eseguire interventi volti a mantenere puliti i boschi e i terreni come,invece, sarebbe necessario. Divieto che condiziona pratiche utili, soprattutto, per la corilicoltura, la castanicoltura e la frutticoltura».

Conclude Galliati: «A fronte di tale situazione, Coldiretti chiede che venga al più presto rivista la normativa sugli abbruciamenti, limitando il periodo di divieto tra il 15 dicembre e il 31 marzo. Una richiesta che arriva per l’importanza che riveste l’attività agricola in alcuni settori, attraverso cui, in questi anni, è stato possibile preservare i territori dall’abbandono, svolgendo un insostituibile presidio rispetto all’assetto idro-geologico dell’intera nostra regione, e mantenere un patrimonio naturale che ha una grande valenza turistica ed ambientale».