A Poirino verrà discussa nel corso del Consiglio comunale di domani, 10 giugno, la decisione di uscire dal Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali del Chierese (C.S.S.A.C.).

Il Consiglio comunale di Poirino, convocato per domani, 10 giugno, discuterà la proposta di uscita dal Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali del Chierese (CSSAC) e il possibile ingresso nel Cisa31 di Carmagnola.
L’Amministrazione comunale motiva la scelta sostenendo che il Consorzio Chierese non avrebbe sviluppato, negli ultimi anni, politiche innovative per ampliare l’offerta dei servizi sociali né programmato un potenziamento dei servizi esistenti. Tra le criticità segnalate figurano anche la temporanea assenza di un’assistente sociale sul territorio di Poirino e alcuni episodi di mancata presenza del personale consortile in occasione di appuntamenti già fissati con utenti fragili, circostanze che il Comune afferma di aver formalmente contestato alla direzione del Consorzio, senza aver ricevuto un riscontro.
L’Amministrazione poirinese lamenta poi ripetute criticità organizzative, finanziarie e gestionali, caratterizzate da dichiarazioni contrastanti sullo stato dei conti, carenze di personale, avvicendamenti ai vertici amministrativi e ritardi nell’informazione ai Comuni consorziati, che hanno determinato disservizi nell’erogazione delle prestazioni sociali e ritardi nei pagamenti.
Sul piano economico, il Comune evidenzia che oggi versa al Consorzio circa 420.000 euro l’anno, pari a circa 41 euro per abitante, mentre l’adesione al Cisa31 di Carmagnola comporterebbe una spesa di circa 29 euro per abitante. Secondo le stime dell’Amministrazione, il passaggio potrebbe generare un risparmio di circa 120.000 euro annui, risorse che potrebbero essere investite per il potenziamento delle spese sociali e sulla qualità dei servizi per i cittadini poirinesi.
Il recesso, se approvato, sarà attivo dal 1° gennaio 2028; nel frattempo i servizi continueranno ad essere erogati dal Consorzio del Chierese.
La notizia sta facendo molto discutere. Così hanno commentato dal gruppo di minoranza: “Una decisione che, al di là delle narrazioni semplificate, merita una riflessione seria e soprattutto basata sui fatti. In questo contesto, appare quanto meno discutibile immaginare un cambio di consorzio come una semplice scelta “tecnica” o di bilancio, senza un approfondimento pubblico serio sugli effetti reali per i cittadini. II tema dei servizi sociali riguarda anziani, disabili, famiglie fragili. Essi meritano stabilità, efficienza e garanzie, non scelte affrettate. Per questo motivo, in Consiglio comunale chiederemo chiarezza, confronto e una valutazione completa degli impatti, prima di assumere decisioni che rischiano di ricadere direttamente sulle persone più fragili del nostro territorio”.











































