Deposito nucleare, Carmagnola canta vittoria: “no sui terreni agricoli”

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Dopo l’approvazione della mozione presentata dai parlamentari piemontesi, che impegna il Governo a non realizzare il deposito nucleare nazionale su terreni agricoli, il Comune di Carmagnola si dichiara convinto dell’esclusione del sito di Casanova dalle aree idonee.

deposito nucleare carmagnola
L’area individuata a Carmagnola, a nord di Casanova, per la possibile costruzione del deposito nucleare nazionale include vaste porzioni di terreni oggi destinati all’uso agricolo, anche per colture di pregio come il Peperone

Niente deposito nucleare nucleare su terreni agricoli di pregio (anche locale), né in prossimità di aree tutelate dall’Unesco: questa doppia proposta, contenuta in una mozione approvata in Parlamento, fa tirare un sospiro di sollievo a Carmagnola, sul cui territorio (a Casanova) era stata individuato uno dei 67 siti nazionali potenzialmente idonei a ospitare lo stoccaggio di tutti i rifiuti radioattivi italiani.

I depositi di scorie nucleari non sorgeranno nel Torinese -annunciano entusiasti dal Comune, con un post su Facebook- La mozione congiunta presentata dai parlamentari piemontesi è stata approvata martedì in Parlamento e potrebbe escludere dalla carta nazionale Carmagnola e il Canavese, due siti individuati in provincia di Torino“.

Si legge testualmente nel testo approvato: “in coerenza ai criteri di esclusione, si valutino iniziative tese ad escludere le parti di territorio con particolari colture di pregio riconosciute a livello nazionale e locale e le aree naturali protette nazionali e regionali del nostro Paese“. Nulla di ancora deciso nei dettagli operativi, quindi, ma l’indirizzo politico al Governo appare forte e chiaro.

“Deposito nucleare, escludiamo i territori a vocazione agricola”

La mozione -che impegna anche l’Esecutivo nazionale guidato da Mario Draghi alla massima trasparenza e al coinvolgimento del territori in ogni fase, anche futura, del processo di selezione- è stata accolta con soddisfazione dal sindaco Ivana Gaveglio, che si dice “speranzosa” in merito all’esclusione di Carmagnola dall’elenco delle aree idonee, che sarà stilato a luglio, al termine della fase di osservazioni da parte degli Enti locali.

Il documento approvato in Parlamento, inoltre, vincola anche il Governo a prendere in considerazione aree finora non inserite nella mappa nazionale, soprattutto nell’ottica di limitare l’utilizzo di suolo e favorendo la possibile installazione del deposito nucleare in siti già sfruttati in passato -a fini industriali o militari- e oggi dismessi.

La mozione -presentata da parlamentari piemontesi di svariati schieramenti politici– è stata approvata con 409 voti favorevoli, un contrario e 22 astenuti.

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