I negozi di Carignano si organizzano per l’emergenza sanitaria

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I negozi di Carignano si sono organizzati per far fronte all’emergenza sanitaria e alla crisi economica, promuovendo anche la campagna “Le vetrine di Carignano ti aspettano”.

negozi di Carignano
A Carignano i negozi si organizzano per far fronte alla crisi.

La situazione di emergenza sanitaria sta mettendo in difficoltà l’economia del Paese e così anche le vite dei commercianti: a questo proposito, i titolari di alcuni negozi di Carignano hanno deciso di organizzarsi in modo che l’effetto della crisi economica si percepisca il meno possibile.

Dalla necessità di tutelarsi, è nata quindi la campagna “Le vetrine di Carignano ti aspettano”, un’iniziativa che permette ai clienti di un negozio aderente di ricevere i propri acquisti a domicilio e di usufruire di eventuali sconti sulla spesa.

Le consegne, previste per chi abita nel paese e nelle immediate vicinanze, sono gestite nella maggior parte dei casi dall’attività stessa che offre il servizio.

Fino ad ora sono una trentina i negozi coinvolti nella campagna e sono di diversa natura: si va dalle farmacie alle cartolerie, passando per le lavanderie e le macellerie.
L’elenco degli esercizi commerciali che aderiscono a “Le vetrine di Carignano ti aspettano” è consultabile su diversi canali, tra cui la pagina Facebook dell’ASCOM del paese.

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Il progetto ha preso piede su un gruppo Whatsapp i cui membri, tutti commercianti, hanno espresso la necessità di fare squadra e di scambiarsi idee, opinioni e chiarimenti, soprattutto relativamente a informazioni legali e tecniche come le nuove misure di contenimento del contagio.

Andrea Bauducco, presidente dell’Ascom di Carignano e titolare di uno dei negozi aderenti, dichiara: “Spero che questa iniziativa possa continuare anche nei mesi a venire e che il numero delle attività coinvolte aumenti nelle prossime settimane, nonostante i dati pressoché invariati anche dopo l’ultimo DPCM”.

Relativamente alla situazione generale del commercio sul territorio carignanese, Bauducco afferma che “un negozio rimasto aperto in questo periodo non sempre lavora a pieno ritmo: gli spostamenti limitati infatti hanno obbligato i cittadini a rimodulare le proprie abitudini, dinamica che si ripercuote poi sulle attività che lavorano nell’indotto, come bar e ristoranti”.