Legambiente dice “no” a nuovi inceneritori in Piemonte

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Il carmagnolese Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: “No a nuovi inceneritori in Regione”.

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L’inceneritore TRM del Gerbino, al momento l’unico attivo in Piemonte (foto Iren)

Il Piemonte non ha bisogno di nuovi impianti di incenerimento: una Regione ampiamente inadempiente alle norme europee, nazionali e allo stesso piano regionale, non può basare sulle proprie inefficienze nuove progettualità impiantistiche per lo smaltimento“: così Legambiente dice “no” all’ipotesi di creare nuovi inceneritori sul territorio piemontese.

Con i progetti ad oggi avanzati si andrebbe verso un sovradimensionamento impiantistico importante, a tutto discapito di una gestione sostenibile dei rifiuti e del percorso di economia circolare che l’Europa ci chiede -sottolinea il carmagnolese Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta– Nuovi inceneritori sono in forte contrasto con il piano di decarbonizzazione nazionale e con gli impegni in tema presi dalla Città di Torino”.

A scatenare le ire dell’Associazione ambientalista sono state le parole del neo-presidente di TRM, Alessandro Battaglino, in un’intervista rilasciata a un quotidiano. “La programmazione impiantistica è in capo alla Regione -prosegue Prino, ricordando come oggi siano presenti almeno tre progetti per altrettanti nuovi impianti di incenerimento con valorizzazione energetica, nel Biellese, a Settimo Torinese e nell’Alessandrino- Si va verso un sovradimensionamento impiantistico impressionante in una Regione che non solo non rispetta le direttive nazionali sulla gestione rifiuti, ma che nemmeno rispetta gli obiettivi auto-imposti dal proprio piano regionale al 2020“.

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